Essere l'autore di un blog é un'avventura non da poco. In particolare, se mi é permesso, se ti capita di essere l'autore di un blog come questo.
To live on fire: la storia di questa pagina web ha ormai cinque anni; tanto é passato dal maggio 2008 in cui, un po' per caso, un po' per curiosità, ho intrapreso questo grande viaggio. Un viaggio di cui sono grato. Gratitudine soprattutto per il fatto che ciò che vedete tuttora e che si é visto nel corso di questi anni non é stato il frutto di un progetto a tavolino, di un programma deciso a priori; anzi, giunti a questo punto, é ancora più impressionante per me ricordare come in quel maggio 2008 l'intuizione che mi portò ad aprire questa pagina fu il semplice desiderio di poter condividere le mie impressioni su alcuni film.
A conti fatti, posso dire di essere stato portato su ben altra strada, e molto presto.
Qui voglio esplicitare il mio giudizio su questi cinque anni fra articoli, immagini, resoconti, libri e letteratura, musica, film (almeno qualcuno sì...): é stata per me un'avventura di Grazia, l'esperienza di poter tentativamente e forse non sempre con brillantezza ma sempre, questo sì, con tenacia buona e sincero desiderio, raccontare al mondo la bellezza e la pienezza umana che traboccano da una vita continuamente presa da Cristo. L'essermi reso conto di avere fra le mani uno strumento (uno strumento, non una vita parallela o una parentesi dal mondo reale) di effettiva presenza nel vasto mondo, nell'oceano della Rete e di potere anche qui, in un luogo dove molto si perde di sé, molto si complica e ancora molto più si aliena dalla vita vera, insomma di potere anche qui portare un giudizio vero nato dall'intelligenza della fede: tutto questo ha plasmato dall'interno l'avventura di toliveonfire.blogspot.com lungo questi anni. E se ciò é stato possibile, era perché la stessa esperienza stava dando il volto a chi scrive, e continua a farlo tuttora.
E' stata questa la radice di quanto é accaduto qui, e tutto - meriti e difetti - rimane dentro a questo alveo ben definito. Qualcuno potrebbe chiamarla militanza, io preferisco dire di aver voluto raccontare la sovrabbondanza di vita che solo un Uomo può portare nella vita degli uomini, anche giovani liceali o ex tali degli anni Duemila. Non fosse per questo, non sarebbe valsa la pena di pubblicare neanche una canzone dei Coldplay.
Il resto lo lascio giudicare ai lettori.
Se dunque si porta avanti un blog per essere aiutati ad essere ancora più un prima linea nella vita e nella realtà - questo lo posso dire con certezza -, l'unica ragione per terminare questa esperienza é per poter essere ancora di più in prima linea nella vita e nella realtà. E' da un po' di tempo che mi trovo a guardare questo giudizio: con serenità e gratitudine, dunque, mi sento di riconoscere come compiuta questa piccola grande avventura, parte della vera grande avventura che é la mia vita. Compiuta, non terminata senza sapere né perché né come, con l'amaro in bocca, ma compiuta, cioé portata a compimento.
E non é per attenuare alcunché che mi permetto di chiamarlo un arrivederci; il tesoro accumulato in questi anni di esperienza, insomma la radice di questo tipo di utilizzo del web, sarà sicuramente utile per quanto accadrà in futuro. Quindi, arrivederci.
E grazie di cuore a tutti, amici e lettori, che vi rivelo essere stati un po' più di venticinque. Dai miei amici più stretti a graditissimi ospiti canadesi e oltre, dalle 65078 visite dall'Italia alle 3313 dagli USA, dai 2684 clic dalla Corea del Sud (!), dagli amici di altri blog, in particolare la Società Chestertoniana Italiana, a tutti coloro qui capitati per caso e non.
Grazie
Grazie
Vostro,
Ser Jacques
giacomoberchi@gmail.com
Il grido di battaglia, sempre quello, e un arrivederci al modo della mia band preferita
"Lance in resta!" gridò Mark con vigore,
"A morte gli dei della morte!
Sopra i troni dell'oscurità e del sangue
corre Dio che é il bracciante buono,
e l'oro e il ferro, la terra e il legno
egli li ama e li lavora.
I frutti spuntano nelle vostre fattorie
e le luci si accendono in ogni casa;
il Dio di tutte le cose buone che sono sulla terra,
delle ruote e delle trame di ogni fattura,
il Dio che ha costruito il tetto, Gurth,
il Dio che ha fatto la strada,
il Dio, che falcia i re come querce,
scrive canti sopra le pelli,
il Dio dell'oro e del vetro rovente,
confregit potentias
arcuum, scutum, Gorlias,
gladium et bellum".
Acciaio e scintille si infransero su di lui,
cavalli da battaglia e pugni,
tutti i re del mare vacillarono quando
si sollevò il legno delle armi del Wessex,
allo squillo della parola del Romano,
al rombo del salmo.
La ballata del cavallo bianco, GKC, libro VI vs 155-178