lunedì 31 agosto 2009

Vera cioè bella



Dante e Milton. Quest’ultimo ha scritto un meraviglioso poema, sebbene un po’ nel solco dell’invidia per il primo che lo aveva preceduto e di disprezzo per il suo cattolicesimo. Milton però ha un punto in comune con Dante, la verità. Mi spiego meglio: San Tommaso ha descritto la poesia come lusinghiera e piena di bugie, una sorta di gioco letterario. Dante ha sicuramente letto San Tommaso scoprendo in questo giudizio un impedimento. Poi durante l’elaborazione del Convivio decise non di disobbedire a San Tommaso, ma di capire quello che egli intendeva. Comprese che la poesia per essere bella doveva essere anche vera. E si è lanciato nell’idea della Divina Commedia che è narrata come cosa attuale, avvenuta e reale. Una decisione molto “pericolosa”, ma brillante. Direi che la storia ha coronato decisamente il successo di quest’opera.


Oggi in Italia Dante è considerato sì come un poeta religioso, ma in un senso riduttivo. La sua religiosità ortodossa non è più compresa. La lettura romantica dell’inferno dantesco, per esempio, lascia perplessi perché considera Francesca da Rimini come un’eroina, mentre per Dante, sebbene egli ne compatisca la sorte, rimane una donna in opposizione a Dio.



(Estratti dall'intervista a Hollander su IlSussidiario.net. Leggi tutto l'articolo)

domenica 30 agosto 2009

Il Cristianesimo felice



MEETING: UN PERCORSO DELLA CONOSCENZA

LUNGO TRENT’ANNI

Comunicato stampa conclusivo del XXX Meeting per l’amicizia fra i popoli

Il XXX Meeting di Rimini si è svolto nel segno della sfida contenuta nel messaggio di Benedetto XVI: «non il distacco e l’assenza di coinvolgimento sono l’ideale da rincorrere, peraltro invano, nella ricerca di una conoscenza “obiettiva”, bensì un coinvolgimento adeguato con l’oggetto».
Tutti - relatori, ospiti e noi per primi - sono stati conquistati innanzitutto dallo spettacolo di quasi 4.000 volontari, che hanno pagato vitto e alloggio per potere lavorare al Meeting, segno di un desiderio di fare un’esperienza, cioè di vivere ciò che fa crescere, e di condividerla con chiunque. È un autentico “miracolo” che si ripete da trent’anni e che - a detta di tanti - è impossibile trovare altrove, frutto di un’educazione a vivere la gratuità come dimensione di ogni rapporto.
Con le quasi 800.000 presenze - sempre più alto è il numero di coloro che giungono dall’estero - i padiglioni del Meeting sono stati letteralmente saturati da tanti che hanno potuto incontrare personalità internazionali e protagonisti della vita italiana, visitare le mostre e partecipare agli spettacoli in programma. Particolarmente significativi la messa in scena del Miguel Manara di Milosz, uno dei testi più cari al popolo del Meeting, e il concerto di Enzo Jannacci, genio musicale e umano.
I quasi 300 relatori che hanno parlato durante la settimana hanno contribuito al realizzarsi di una conoscenza nuova della realtà e in alcuni momenti sono arrivati fino a comunicare il significato ultimo delle cose. A cominciare da don Julián Carrón: in un Meeting che ha messo a tema la conoscenza difficilmente avremmo potuto trovare un testimone migliore di San Paolo per documentare la verità del titolo scelto. Dall’altra parte, Carmine Di Martino ha mostrato la portata del tema dentro il percorso della modernità.
Per sette giorni le persone hanno potuto vedere che il percorso della conoscenza non è ridestato da discorsi o spiegazioni astratte, ma dall’incontro con persone che conoscono il reale in un modo nuovo e attraente, perché carico di una promessa di verità e di bene.
La settimana riminese è stata un susseguirsi di testimoni, nuovi o noti: Amparito dell’Ecuador, gli amici del Rione Sanità di Napoli e Josè Berdini di Corridonia, padre Aldo Trento del Paraguay, Marcos e Cleuza Zerbini di San Paolo del Brasile, Rose e Vicky di Kampala, i carcerati di Padova.
E ancora, abbiamo ascoltato personalità del mondo culturale come Mary Ann Glendon, che ha introdotto il tema della “esperienza elementare” come radice dei diritti umani.
Filosofi come Remi Brague e Fabrice Hadjadj, e premi Nobel e scienziati come John Mather, Charles Townes e Yves Coppens hanno mostrato che cosa significhi “allargare la ragione”.
Il Meeting dei trent’anni si è aperto con un evento internazionale eccezionale, favorito dal ministro Frattini: l’incontro di quattro leader di altrettanti Paesi africani, che hanno dialogato di pace e sviluppo. Assolutamente imprevista è stata la testimonianza umana e politica di Tony Blair, che è arrivata fino alla confessione pubblica delle ragioni della sua conversione al cattolicesimo: la scoperta del carattere universale della Chiesa.

Inoltre responsabili delle istituzioni, del governo italiano e dell’opposizione, hanno accettato di confrontarsi coi temi reali della vita di un popolo, dall’educazione al lavoro, dall’economia alla giustizia. È stato il caso di Renato Schifani, Mario Draghi e Giulio Tremonti, di Angelino Alfano, Maurizio Sacconi, Claudio Scajola, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Roberto Calderoli e Luca Zaia, di Pierluigi Bersani ed Enrico Letta. Allo stesso modo si sono confrontati esponenti dell’economia e della finanza come Corrado Passera, James Murdoch, Fabio Conti e Raffaele Bonanni.
Fedele alla sua tradizione, il Meeting ha proposto momenti di ecumenismo reale con esponenti delle tradizioni ebraica, ortodossa e musulmana, animati da una sincera volontà di dialogo in vista di una convivenza pacifica nella verità e nella diversità. Particolarmente apprezzato l’intervento del cardinale di Madrid sul contributo della Chiesa alla vita sociale e quello del cardinale Caffarra sulla ragionevolezza della fede.
Nell’ultimo libro di don Giussani, Qui e ora, presentato a conclusione del Meeting, si legge che «l’uomo, che agisca con un minimo di autocoscienza, agisce avendo un motivo ultimo».

Per questo, il titolo del Meeting 2010, che si svolgerà a Rimini dal 22 al 28 agosto, è:
«Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore».


Rimini, 29 agosto 2009
L'ebreo Joseph Weiler di fronte all'avvenimento del Meeting

Un po' di photogallery...



Le piscine



Mi sono scordato il suo nome, ma ricordo di averle comprato l'ultimo catalogo per pietà, fermo a leggere alla Hall Sud. Poi l'ho ribeccata due giorni dopo a cercare di vendermi il biglietto della lotteria, ma non ha attaccato....



Dima, o della conoscenza come avvenimento, sempre.



Carròn e Trento, grazie.



Gli Zerbini e Aldo Trento al caffé di Napoli


Un Giampaolo Pansa "completamente a suo agio nei padiglioni del Meeting"



Tony Blair

Infine...



gli eroi del Meeting, i venditori di biglietti della lotteria!

domenica 23 agosto 2009

Veritatis Splendor


La bellezza è verità e la verità è bellezza. La bellezza ferisce, ma proprio così essa richiama l’uomo al suo Destino ultimo. Bellezza è conoscenza, certamente, una forma superiore di conoscenza poiché colpisce l’uomo con tutta la grandezza della verità. L’incontro con la bellezza può diventare il colpo del dardo che ferisce l’anima ed in questo modo le apre gli occhi. Nulla ci può portare più a contatto con la bellezza di Cristo stesso.

(Cardinale Joseph Ratzinger, dall’intervento inviato per il Meeting 2002)





MEETING/ Il percorso delle mostre nel segno della bellezza

domenica 23 agosto 2009

Questo brano fissa in modo definitivo il valore che le mostre, da sempre parte integrante del Meeting, vogliono documentare.

Presentate durante la settimana riminese, le mostre, per la loro peculiarità e ricchezza di contenuti, continuano a vivere, finita la manifestazione, in tutto il mondo perché, essendo itineranti, vengono portate dove richiesto. Anche per questo costituiscono un patrimonio culturale importantissimo.

Quello che mostrano è innanzitutto un interesse, non ad accumulare dati o approfondimenti analitici, ma a coinvolgersi con la vicenda umana di chi, nella storia, ha conosciuto un pezzo della realtà lasciandosi provocare, e affascinare dalla sua bellezza.

Il Meeting 2009 propone otto mostre, otto cammini differenti – dall’arte alla scienza, dalla storia alla filosofia -, accomunati dal medesimo obiettivo: accompagnare il visitatore a scoprire la novità a cui conduce la dinamica della conoscenza. Con questa prospettiva ci imbattiamo in Galileo Galilei che, 400 anni fa, rivolse il cannocchiale verso le “cose mai viste”. Incontriamo poi l’opera di Pavel Florenskij che, guidato dall’idea dell’unità, ha contemplato il mondo come un insieme, cercando di rintracciare, in ogni frammento del reale, un valore assoluto, un segno del disegno buono sul mondo.

La mostra dedicata a Masaccio, Beato Angelico e Piero della Francesca, tenterà di rendere contemporanei fatti avvenuti nel passato, ma portatori di significato per gli uomini di tutti i tempi. Proprio dipingendo quei fatti e quei personaggi – San Pietro nella sequela di Cristo in Masaccio, l’attrattiva dell’affezione a Cristo nell’Angelico e la Leggenda della Croce in Piero della Francesca - si realizzava per loro l’avvenimento della conoscenza. E ancora, una mostra che ci permetterà di conoscere ciò che ha dato origine alle Basiliche Cristiane del IV secolo: un popolo che ha incontrato un’ipotesi di senso per la propria vita. La mostra su María Zambrano propone la riflessione della filosofa spagnola sulla crisi educativa, riflessione che individua nel rapporto con il “maestro” e nel rapporto con la realtà i fattori necessari alla conoscenza. Entrando nella vita quotidiana delle Riduzioni del Paraguay sarà possibile rivivere tutta la ricchezza di un’esperienza di fede capace di generare una nuova civiltà, ancora oggi viva e presente. Napoli. Nessun dono di grazia più vi manca, questa la mostra di fatti, incontri, gesti, parole, di uomini che si raccontano; uomini cambiati da un abbraccio umano che ha reso possibile la libertà e la speranza in un contesto sociale difficile.

Infine S. Agostino e l’incontro con lo scopo della sua esistenza: la conoscenza di Dio e dell’io. Tutto il percorso espositivo si svolgerà non parlando di lui ma lasciandolo parlare: «Che altro è vivere felicemente se non possedere qualcosa di eterno, conoscendola? Nessun bene è conosciuto perfettamente se non lo si ama perfettamente». Ecco la proposta dell’avventura di una conoscenza sempre nuova, perché avvenimento, perché un fatto che irrompe nella vita e ti porta oltre:

Sotto l’azzurro fitto

del cielo qualche uccello di mare se ne va;

né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:

“più in là”. E. Montale

(Alessandra Vitez)

sabato 22 agosto 2009

Cose dell'altro mondo qui e ora

Questi video hanno per me reso chiarissima l'evidenza, commovente, di che cosa ha generato e può generare un amore vivo dell'altro mondo in questo mondo.
C'è veramente solo da guardare e ringraziare.
Tutto quello che vorrei dire é espresso infinite volte meglio qui, fino all'ultimo grande Nome.










E se non vi é bastato commuovervi in italiano, ebbene sì, per i più audaci c'é anche l'inglese, look at the YouTube's Meeting Channel.

venerdì 21 agosto 2009

Il don Giovanni Santo

Da IlSussidiario.net, la vera storia del famoso personaggio.




La vera storia di Miguel Mañara

venerdì 21 agosto 2009

Il protagonista della serata teatrale d’apertura del trentesimo Meeting di Rimini sarà Miguel Mañara. Domenica prossima vedremo, infatti, una nuova messa in scena del dramma di Oscar Milosz, incentrato sulle vicende del giovane rubacuori sivigliano, prima stanco delle sue stesse avventure amorose, poi sorpreso dal candore di un amore vero e sposo, infine umile monaco che diventa santo e muore nel silenzio. È quel Mañara che ha dato origine alla lunga serie dei don Giovanni di cui è zeppa la letteratura, da Tirso de Molina a Molière a Puškin, e la musica (basti pensare a Mozart).

Ma nello scrivere la sua più famosa opera teatrale, che è del 1913, Milosz non aveva in mente un’ennesima edizione del mito già visitato da tanti altri prima di lui (e che lui stesso aveva trattato in un precedente dramma). Milosz infatti resta fedele al dato storico, così come lo aveva letto e studiato nella biografia su Mañara scritta dal de Latour nel 1857. Chi era, dunque, questo Mañara, che la Chiesa cattolica annovera tra i “venerabili”?

Don Miguel Mañara Vicentelo de Leca nasce a Siviglia il 3 marzo 1627. La sua giovinezza è quella tipica dei giovani rampolli della nobiltà del siglo de oro: baldoria, amorazzi, duelli per difendere l’onore. Intorno ai vent’anni la conversione. Il suo primo biografo, Cárdenas, racconta che, mentre si dirigeva di notte a un appuntamento galante, Mañara fu colpito al capo, cadde per terra e sentì una voce che chiedeva una bara per lui, considerato ormai morto. In preda al terrore, Mañara tornò a casa e venne poi a sapere che all’appuntamento galante sarebbe stato accolto da sicari decisi a ucciderlo.

È la svolta. Miguel ventunenne sposa una brava ragazza della città, Jerónima Carrillo da Mendoza (la Girolama di Milosz). Che però muore poco dopo. Miguel entra allora nella Confraternita della Carità, che si occupa dell’assistenza materiale e spirituale ai poveri di Siviglia. Nel 1662 ne diventa il presidente, dandole nuovo impulso e ingrandendone il raggio di azione. Tale è il fascino della sua vita, che gran parte della nobiltà di Siviglia entra a far parte della Confraternita, attorno alla cui sede viene costruito un ospizio per i poveri, un ospedale per i malati che nessun’altra struttura accoglie e fondato un sodalizio di persone impegnate nell’assistenza ai condannati a morte. Mañara si prodiga anche per la conversione dei musulmani che si trovavano in città.

Muore il 9 maggio 1679, circondato dall’ammirazione di tutti e da una solida fama di santità. Di sé, lui aveva ben altra idea, tanto da scrivere nel suo testamento: «Io, don Miguel Mañara, cenere e polvere, miserabile peccatore, per la maggior parte della mia vita ho offeso l’altissima maestà di Dio mio Padre, di cui confesso di essere creatura e schiavo. Ho servito Babilonia e il Diavolo suo principe con mille abomini, orgoglio, adulteri, bestemmie, scandali, brigantaggio. I miei peccati e le mie infamie sono senza numero e solo la grande saggezza di Dio li può nominare, la sua pazienza infinita sopportarli e la sua infinita misericordia perdonarli. Sul mio sepolcro si metta una pietra con questo epitaffio: Qui giacciono i resti del peggior uomo che ci fu al mondo. Pregate per lui».

mercoledì 19 agosto 2009

E allora, come si fa?


La Madonna d'Oropa

Dalla newsletter di Rino Camilleri, un'interessante racconto

Arieccola

Posted: 18 Aug 2009 10:07 AM PDT

La newsletter francese «Une minute avec Marie» mi ha mandato un aneddoto che val la pena divulgare. Un ex pastore presbiteriano scozzese, poi fattosi prete cattolico, raccontò di dovere la sua conversione a un curioso episodio occorsogli. Aveva molti irlandesi, cattolici, nel suo distretto e si adoperava per attirarne i bambini ai suoi sermoni. Li fermava per strada, offriva caramelle e chiedeva loro di recitare con lui qualche preghiera. Una volta, una piccola di otto anni, dopo aver detto, dietro suo invito, il Padrenostro, attaccò l’Avemaria. Il pastore la fermò, dicendole che si deve adorare Dio solo. La bimba cambiò preghiera e cominciò il Credo. Ma, alle parole «..nacque da Maria vergine…», si bloccò e, sbuffando, disse: «Oh, eccola di nuovo! E allora, come si fa?». Il pastore rimase di stucco. L’aveva detto migliaia di volte, il Credo, e non si era mai accorto che Maria sta proprio al centro della fede cristiana. Da lì partì una lunga riflessione da parte sua. Dopo anni di studio e approfondimento, passò al cattolicesimo e si fece prete.

lunedì 17 agosto 2009

Cento di questi trent'anni!


Da ilSussidiario.net, 30 anni di Meeting

(...)

Spunta l’idea di un incontro, di un’occasione di amicizia da proporre in giro per il mondo. Cultura, arte, scienza, economia, politica, fede. Uomini che nel mondo vivete cercando e cercate vivendo, uomini che avete delle proposte, delle esperienze, delle scoperte, che siete interessati al bene comune, che desiderate costruire, che volete aiutare, che amate l’altro, ecco una casa per voi, una casa sulla riva del mare. Dove incontrarsi e diventare amici. Vicino al mare, in mezzo alla folla che ancora a fine agosto riempie le spiagge di Rimini.

(...)

venerdì 14 agosto 2009

Dante non ha pregiudizi, ma giudizi: catalogo irriverente dei motivi per leggerlo (se non vi bastano tutte le altre grandiose ragioni)


12 agosto 2009

Che il suggerimento di Bonaiuti, far diventare testo scolastico la lettura di Carmelo Bene della Divina Commedia, venga accolto con l’entusiasmo che merita da Mariastella Gelmini. “Dante è alla base” dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Sì, Dante è alla base. Dante è alla base della nostra battaglia contro la nuova, insulsa materia scolastica denominata “Cittadinanza e Costituzione”, che dovrebbe forgiare “cittadini affrancati da pregiudizi razziali o religiosi, strenui difensori della democrazia”. Dante ha ben più che pregiudizi, ha giudizi: Maometto è “seminator di scandalo e di scisma” e merita l’inferno, i pisani vanno affogati, i pistoiesi inceneriti. Altro che respingere i clandestini: Dante vuole espellere da Firenze anche gli abitanti di Galluzzo (distante cinque chilometri) e Trespiano (sette). Perché puzzano. Dante condanna, maledice, offende, discrimina, inveisce. Il Papa Celestino V (a cadavere ancora caldo) è un vigliacco, gli omosessuali sono “lerci”, le donne in abiti succinti “svergognate”: tutti all’inferno. Dante è il sommo poeta perché della Costituzione sommamente se ne frega.

di Camillo Langone


Riposo

Non avevo mai goduto così tanto di così pochi giorni in montagna, dopo due mesi sempre in giro, nel mio eremo in Valle Cervo, a Piaro, dove abbiamo una casa di famiglia.
Vita al suono delle campane, dormite profonde, natura, silenzio, studium, ora et labora, impregnante e sani lavori, lectura Dantis, cene con amici e un prezioso lavoro su che cosa sta all'origine di tutta l'eccezionalità che ha definito e sta definendo la mia estate ("Qui e ora"). Sì, forse più che tutto questo, é il vivere questo riposo lietamente con la coscienza di ciò che sta a fondo di tanti incredibili fatti che mi sta dando questo grande respiro.




"Riposo dopo il lavoro", V. Van Gogh