sabato 31 maggio 2008

Foreste

Domanda di un figlio al padre, mentre stanno girando fra i libri in una libreria del centro. "Papà, ma quanti alberi ci saranno qui?" "Oh, una foresta!" Potrebbe essere benissimo l'incipit di un romanzo.

Recensione: "A Love Song for Bobby Long - Una canzone per Bobby Long



Forse non mi appassionavo così ad un film dai tempi di "Lost in Translation". Film scoperto a caso, in internet, mentre cercavo informazioni sui film della bella protagonista, Scarlett Johansson. E prontamente comprato.
"Una canzone per Bobby Long" è un film del 2004, semi-snobbato da critica&co e presente al Festival di Venezia di quell'anno.
E' una pellicola speciale. Innanzitutto per gli attori, la bella Scarlett e l'ottimo John Travolta, poi per le ambientazioni, la musica e la trama.
Profondo Sud statunitense. New Orleans. Bobby Long (Travolta) è un'ormai anziano ex prof. di Lettere, che alcolizzato e deluso passa il resto dei suoi giorni assieme alla cricca dei suoi amici, fra roulotte, bar e musica country. Lorraine era una di loro, donna dai molti amanti. Lei è morta, il film inizia col suo funerale. E Lorraine è anche la madre (il padre resta ignoto) di Purslane (Johansson), la giovane figlia scappata in una roulotte in Florida, dove vive nel disordine col suo fidanzato, un tipo poco raccomandabile. Alla notizia della morte della madre, Pursly se ne torna a New Orleans e quella che trova è sì la casa di lei, ma abitata ora da un alcolizzato Bobby Long ed il suo amico Lowson, in cerca dell'ispirazione per un libro. Difatti Lorraine ha destinato quella casa a i due suoi amici e alla figlia. Inizia qui un rapporto complicato e scontroso fra i due uomini e lei, che ha deciso di restare a vivere lì, e che è in cerca di lavoro visto che ha abbandonato la scuola. Purslane torna così nei luoghi della sua infanzia, dove i ricordi sono però sono solo inventati. Atmosfere stupefacenti. E piano piano i rapporti si edificano, i due cercano di aiutare la ragazza a studiare, mentre intanto cominciano a riprendersi le loro vite, a cercare di smettere con l'alcool e lo sbando. Non manca la presenza degli amici del luogo ammirati dalla presenza della bella figlia di Lorraine, amata da tutti.
Forse un film parallelo a "Lost in Translation" come a tanti altri, sui rapporti che si costruiscono e sulla presenza di persone che ti fanno rimettere in sesto la vita, il modo stesso in cui concepisci i rapporti. Il finale è stupendo, equilibratissimo e decisamente liberatorio.
Dimenticavo di dire che tutto il film è permeato da citazioni letterarie, tirate fuori da Bobby e da Lowson, che creano un'atmosfera davvero singolare, tipica del profondo Sud: clima torrido, gruppi di amici, bar, letteratura e musica country. Proprio quest'ultima è un'altra grande protagonista, una colonna sonora eccezionale, da avere.

Film dai rapporti molto forti, e per questo, alla fine, sul crinale al tramonto, delicati.
Insomma, "Avere coscienza del nostro posto. Per la prima volta", come direbbe Eliot. E anche Bobby.

La Notte Bianca e non solo

Si profila un buon weekend, questo, lieve e discreto assaggio di periodo estivo, ormai prossimo a venire. Speriamo nel tempo. Stasera Notte Bianca biellese, oggi giretto in moto e poi si vedrà.
Per il resto tutto ok: la Cia dice che Al Qaida è debolissima come non mai in Iraq e Arabia Saudita; per Berlusconi "Lo Stato non farà passi indietro" riguardo alla vicenda Napoli-rifiuti; il dittatore iraniano invitato a Roma per il convegno Fao non incontrerà il Pontefice perché non l'ha mai chiesto; domani grandi articoli su "Il Foglio Quotidiano". Per quanto riguarda questioni più personali, ier sera è bastato un messaggio per far sorridere un po 'di più; incontro fantastico fra amici; interessanti letture con il Don Giovanni mozartiano che non delude.
Pensieri sul viaggio in America. Oggi abbiamo finito i Promessi Sposi.

mercoledì 28 maggio 2008

Alla faccia di Osama

Ho appena sentito, mi stavo gustando una pizza in cucina, dicevo ho appena sentito alla televisione un non meglio precisato individuo che si scagliava con veemenza contro "ogni atto di razzismo, xenofobia, discriminazione ecc." riferendosi evidentemente ai cosiddetti "pogrom" attuati in questi giorni.
Mi sono bastati due secondi di riflessione su questa frase e mi sono detto: ma come, parlando ad esempio di Islam, se io sostenessi, a ragione o a torto, che è una religione violenta, che leggittima il sangue versato o altre cose simili, sul torto o ragione ci torno dopo, tutti mi sarebbero addosso: razzista, fascista, incitatore d'odio. Ad esempio in Francia uno studioso sostiene una tesi secondo la qua
le il contributo all'Europa dell'Islam per quanto riguarda Aristotele&co vada assolutamente rivalutato, e tutti gli intellettuali (tutti tranne il serio Le Goff) nonché tutta la sinistra, i laicisti, i "dialoganti" ecc. lo hanno fatto tacere con accusa di fomentare lo scontro di civiltà.
Invece: si scrivono libri che descrivono Chiesa e Cristianesimo come robe da stupidi reazionari, medievali; si fanno mostre dove
si dipinge un atto omossessuale fra Gesù Cristo e Giovanni Paolo II e si è moderni, nonché bravissimi; altre mostre (or ora) dove al posto del crocifisso c'è una rana appesa con un boccale di birra, e anche qui finalmente il progresso.
Quello che mi fa incazzare è che gli stessi che fanno ciò sono i"dialoganti", gli "illuminati", nonché molti "cattolici" che hanno consegnato la loro fede all'ideologia.
Insomma l'ipocrisia è davvero lacerante. Questi Occidentali che sputano nel piatto in cui mangiano, coloro che possono mandare la figlia in minigonna perché tempo fa ci fu un uomo chiamato Sobiesky; gente che può sorse
ggiare il buon vino perché a Lepanto ha vinto la Cristianità; gente che può vantare dei diritti proprio in quanto PERSONA grazie ad un certo Gesù Cristo e alla sua Chiesa.
Che rabbia. Comunque, c'è sempre il mio angelo custode, un individuo simpatico che ha l'abitudine di reggermi quando c'è bisogno e ricordarmi certe cose, che in questi casi mi sussurra : "Se il mondo vi odia, ricorda
te che prima di voi ha odiato Me".
Allora va un po' meglio.
Alla faccia di Osama.


Libri libri libri

"A parte il cancro tutto bene" è un libro che bisogna valutare in un certo modo. Corrado Sannucci racconta la sua storia, la sua malattia, il suo cancro fino alla guarigione. E' interessante vedere come cambia il rapporto fra lui e le cose, fra lui e il lavoro, lui e sua figlia. Però è irragionevole. In alcune parti importanti parla di come arrivi ad idolatrare la Scienza, salvezza unica e suprema per l'uomo. "Gli altri si inchinino ai Buddha, agli Allah, ai Cristi, io mi inchino a queste macchine". Mi ha intristito. E mi ha fatto pure arrabbiare. Quando poi chiede al cardinale Bagnasco di provargli l'esistenza di Dio... a vederlo dal mio punto di vista rimane tutto imprigionato da questo suo cinismo. Sì, perché anche lui riconosce, scrivendo alla figlia, che "dietro ogni azione umana c'è una sconfitta", che sarebbe la morte, però riesce giostrare il tutto proprio grazie a un "sano cinismo", come lui lo chiama, ed è evidente come questo distacco dalle cose lo salvi dal dramma della vita. Però il dramma c'è, eccome. Mi ha fatto arrabbiare quando ha detto a sua figlia di non sentirsi legata alla famiglia per seguire la sua strada. Un padre!!
Libro deludente. Libro che non vuole vedere il suo vuoto perché è cinico. Certo, interessante la sua esperienza, la sua battaglia. Però non basta.
Vado a rivenderlo, non riesco a tenerlo.

Invece voglio leggere "Il corpo nel Medioevo" di Jacques Le Goff, tanto per sfatare un po' di luoghi comuni; un romanzo come per esempio "Tutto per una ragazza" di Nick Horby se non sbaglio, una sorta di romanzo di formazione in una storia alla Juno. Forse interessante. Sicuramente da comprare "Una canzone per Bobby Long", libro che non dovrebbe deludere, visto il film. Aspetto poi "Il ritorno della Storia" di Robert Kagan, intellettuale conservatore, di quelli che piacciono a me.
Intanto però sto leggendo "Cani perduti senza collare", ne parlerò poi.




martedì 27 maggio 2008

Recensione speciale: "L'Uomo Senza Volto"



Un caro e appassionato lettore di questo blog ha lasciato questo commento a margine della recensione de "L'attimo fuggente". E' un commento di cui ringrazio l'anonimo lettore, anche se ho subito capito che per me tanto anonimo non è. E allora perché ripetere le stesse cose con una recensione di questo film "L'uomo senza volto"? Lo riporto qua, il suo commento, e lo faccio valere come ottima recensione a quest'ultimo film.

Riporto entrambe le scene finali, così che possiate giudicare voi stessi.

"Il vero film che risponde come si deve all'"attimo fuggente" é il bellissimo "L'uomo senza volto" di Mel Gibson, dove il maestro fa sì sbocciare la vera personalità del ragazzo, ma davanti a un proposta libera. Non suscitare per poi abbandonare, ma un farlo diventare uomo che sa fidarsi ed imparare dal maestro e per questo diventando sempre più sé stesso. Anche qui una debolezza del ragazzo, anche qui un'incomprensione delle autorità, ma il tutto dentro a un rapporto di fiducia che suggella la sua maturità sulla riva del mare (non sprecherò un'estate per le domande di un ragazzino: PENSA!). E anche qui la scena finale, ripete la stessa de "L'attimo fuggente", ma non come un eroico gesto inutile e pieno di nostalgia, ma un gesto tutto carico della gratitudine di chi porterà nel presente ciò che il maestro gli ha trasmesso di sé."








Essendo il video in inglese, riporto qui le parole che il ragazzo dice: "Ma adesso davanti a me vedo sempre un volto, laggiù, oltre il muro di folla", frase che si riferisce all'inizio del film dove sognando un evento simile trovava che mancasse un volto. Bé, finale mica male.

lunedì 26 maggio 2008

Recensione: Dead Poets Society - L'attimo fuggente

Eppure questo film per molto tempo mi è piaciuto: insomma non gli si può negare un certo fascino. Di per sé ha tutto: un college americano; un gruppo di amici studenti; l'atmosfera cameratesca; gli straordinari paesaggi americani, fra laghi, boschi e tepore autunnale. Si, ha tutto. La poesia, un professore, che attecchisce subito con gli alunni, dai metodi sicuramente coinvolgenti. "Rendete la vostra vita straordinaria". Ha soggiogato anche me, l'ammetto. Però manca qualcosa. Insomma si sta tutti appessi a questa passione che Keating, il professore interpretato da un di per sé ottimo Robin Williams, suscita negli studenti. E li vedi, loro. Il loro entusiasmo. Cos'è che manca? C'è anche la storia d'amore, carpe diem.
Ecco. Carpe diem. Basta, forse? Insomma ok, l'attimo fuggente ma poi? Ba
sta all'uomo un attimo, un attimo fuggente? A me no di certo. Keating fa esplodere la loro libertà, la loro voglia di vivere. Ma fa solo questo. Poi è come se li lasciasse. E' come se venissero abbandonati al semplice crogiolarsi in questo entusiasmo. Che fin che dura va bene. Ma come la mettiamo con il suicidio del giovane "discepolo"? Non si può difendere un ideale che fa suicidare. E quando Keating verrà accusato, difatti, il gruppo non reggerà. Alcuni tradiscono. L'ultima scena è davvero bella. Ma che strazio nei cuori di quei ragazzi. Tanto entusiasmo e poi? Non basta un attimo. Dovessi vivere di attimi sarebbe sempre troppo poco, e troppo tardi.
Domani vado a rivendere il dvd.

A parte la pioggia tutto bene

Ho già rivisto un paio di volte il film che ho appena comprato, "Una canzone per Bobby Long". Stupendo. Belle atmosfere, persone che rinascono, finali speciali. Colonna sonora country davvero, davvero bella. A presto una recensione.
Ho anche quasi finito "A parte il cancro tutto bene".
Tutto bene, a parte alcune conclusioni.

P.S. Fermate questa pioggia!


sabato 24 maggio 2008

Giretto sotto la pioggia

Scarpe nuove, via Italia piovosa, vai e vieni da Il Libro, Feltrinelli, Blockbuster. Acquisti: un libro, "A parte il cancro tutto bene"; un film "Una canzone per Bobby Long".



Juno, il trailer



Il trailer di un altro piccolo grande film, in attesa di recensione... piccolo grande film...

venerdì 23 maggio 2008

Recensione: Lost in Translation - L'Amore Tradotto




I


l bello di questo film diretto da Sofia Coppola ed uscito nel 2003 sta semplicemente nel fatto che racconta l'incontro fra due persone "lost", perse, che, alla fine, come dice il retro del dvd, "tornano a credere nelle possibilità della vita".
E' interamente ambientato a Tokio, dove Bob Harris (Bill Murray) si trova a girare uno spot per il whiskey Santory. Bob è un attore americano la cui carriera attraversa la fase discendente, deluso dalla vita, insoddisfatto, il cui senso di estraniazione e indifferenza (non saprei, quasi uno scetticismo verso le cose) è reso ancor più evidente dall'ambiente giapponese, con i suoi usi e costumi completamente diversi dai canoni occidentali, cosa che porterà a scene alquanto comiche.
Scarlett Johansson interpreta invece Charlotte, una ragazza il cui marito, fotografo di band musicali, si trova a Tokio per lavoro. Entrambi i protagonisti si trovano nello stesso hotel della capitale giapponese.
Il film fa procedere le due storie in parallelo, e si percepisce proprio una sorta, come dicevo prima, di passività, di terribile noia da parte di entrambi. Mirabili le scene in cui Charlotte si trova a spaziare lo sguardo sulla città, o telefona piangendo all'amica indifferente, seduta sul davanzale della finestra di camera sua, con un senso di terribile vuoto dentro.
Ma è proprio quando non ci si aspetta nulla che gli incontri accadono: sarà a notte fonda, quando entrambi non riescono a dormire, che i due si troveranno al bar dell'hotel.
Quella che nasce è un'amicizia, che inizia forse timida, forse che non sa come muoversi, ma che fa notare subito le differenze di atteggiamento nei due. Cambiati.
Una festa da amici giapponesi di lei, le corse per le strade, il karaoke: tutto il film riprende a muoversi, con i suoi protagonisti. Difatti l'altra grande protagonista è la città, vista dalla macchina, riflessa sul finestrino, con le sue luci, le sue scritte incomprensibili, i suoi palazzi di notte. Favolose le riprese di Tokio. Il tutto aiutato da una colonna sonora strepitosa, di cui parlerò poi.
C'è anche una delle scene forse meno scontate che abbia mai visto, quando si trovano di notte in camera di lui a guardare la televisione e a parlare. Qui si capisce proprio la profondità dl film, un'amicizia che apre se stessi e l'altro, non un desiderio dell'altro che finisce nel tradimento, nel distruggere l'altro stesso per un proprio tornaconto.
Ma Bob deve andarsene, e il film chiude con una delle scene che preferisco in assoluto, un finale da maestri del cinema, con un sussurro nell'orecchio che però rimane indecifrabile allo spettatore. Altissimo cinema. La regista ha detto che lei sa cosa si dicono, prima di lasciarsi, ma preferisce che le cose rimangano così. Alcuni non si sono arresi e l'hanno scoperto, ma non sta a me rivelarlo.
Il film è riassumibile nella frase che accompagna il dvd, ovvero "Everyone wants to be found", ognuno vuole essere trovato. Ed è prorpio così.

Buon film.


















giovedì 22 maggio 2008

Che partita

Non l'avrei mai detto. Anzi.
Ieri sera c'è stata la final di Champions League a Mosca, fra Chelsea e Manchester United. Ragazzi che partita!! Ho iniziato a guardarla così, senza tanta voglia. C'è da dire che io non seguo il calcio praticamente dalla prima media, non mi interessa più e difatti sono rimasto aggiornato tipo a Fifa 340 a.C. Ma confesso di avere sempre avuto, in fondo in fondo, una passione per il Manchester United. Che ne so. Il simbolo, la squadra, i giocatori. Ma mai avrei pensato che bastasse una partita, pure una finale, a risvegliare in me tanta vis calcistica!
E' stata una sfida emozionante, fino ai rigori. E poi, ragazzi, calcio inglese, mica altro! E' straordinaria, la Premiership inglese.
Le vecchie rocce Scholes e Giggs sono sempre lì. Cristiano Ronaldo è davvero un mago, è stato fra i più pericolosi. Anche se ha sbagliato il rigore, e lì ho vacillato. Mi sembrava di essere tornato a Berlino, Italia - Francia... Che storia.

Ho veramente riflettuto sulla bellezza dello sport, certi momenti mi sembrava di essere sui blocchi di partenza per dare il massimo in un 110 ostacoli, tanta era la tensione. E poi che gioia, Van der Sar para e il Manchester vince.
Anche il Chelsea mi è piaciuto. Dal secondo tempo in poi è rinato, decisamente. Qualche legno qua e là... che partita. Però poi, no, non gliel'avrei perdonato di battere il mio Manchester.
E mai avrei detto che sarei tornato a dire "Il mio Manchester".
Se troverò dei filmati magari sui rigori lì mettero qua.
Auguri.
Viva lo sport.

(nella foto Ryan Giggs)

mercoledì 21 maggio 2008

La prossima volta non ordinare il filetto, salverai il mondo


Leggo sul Corriere della Sera di ieri, 20 maggio:"-L'umanità rischia un effetto a catena distruttivo: esuarimento di energia, di acqua potabile, di alimenti base per soddisfare consumismi alimentari errati. (...). I conti non tornano. Sei miliardi di abitanti, tre miliardi di bovini da macello (ogni chilo di carne brucia 20 mila litri d'acqua), 15 miliardi di volatili da alimentazione, produzione di combustibile dai cereali. Tra un po' non ci sarà più cibo. (...). Dobbiamo fermarci ora. Primo passo: diventare vegetariani, o quasi. Latte, uova e pesci sono più che sufficienti. Sarà una delle mie battaglie in Senato-".
Questa ancora mi mancava. Certo che detta da uno che, pur avendo contribuito molto nella ricerca contro il cancro, parlo dell'oncologo prof. Veronesi Umberto, non aspetta altro che la Scienza possa immettere in embrioni umani il genoma d'età di un elefante, o che sostiene che un mondo senza rapporti sessuali sarà migliore, niente più gelosie ed aggressività fra partner (tradotto: incentiviamo solo i figli nati in provetta e solo quelli che è meglio. Ma non era la Chiesa cattolica quella sessuofobica????), tutto questo ce lo si poteva aspettare.
Insomma, caro Veronesi. Non ce la faccio. Cioè, non ci provo nemmeno a smettere di mangiare la carne! E' così tenera, un po' di sale... Insomma non ci capisco più niente: non era il petrolio che stava scomparendo? E ora le mucche? Ma nemmeno Gesù Cristo era vegetariano! Veronesi non ce la faccio. E poi lasciami stare, quando mangio una bella bistecca non voglio sentirmi il distruttore del mondo.
Comunque auguri.

Apologia della Carfagna

Il neoministro per le Pari Opportunità onorevole Mara Carfagna ha detto che si batterà contro ogni discriminazione degli omosessuali, ma che è contraria al troppo esibizionismo dei Gay Pride, per il quale non darà il patrocinio del governo. Le associazioni omosessuali insorgono, addirittura Grillini, leader storico Arcigay, invita la Carfagna a rivolgere il suo invito alla "sobrietà" persino alle manifestazioni religiose.

Mamma mia. Sempre le solite storie, insomma. A sentire loro, visto che è tornato il fascismo, no?, sta per iniziare un nuovo periodo di persecuzioni. Prima i clandestini, poi i gay.
Questo blog appoggia Mara Carfagna.

martedì 20 maggio 2008

Tanto per cominciare

Tanto per cominciare oggi ho scoperto due fatti strani: il primo è che ci sono davvero delle forme di vita quasi assurde, impossibili, inimmaginabili nel profondo dell'oceano. Oggi ho guardato un po' di tv e sono capitato su NatGeoWild, c'era in programma "Nati per uccidere", sui predatori. Era impressionante. Il secondo è che Voltaire, il filosofo illuminista deista che odiava la Chiesa e tutte le religioni, quello che diceva "Faccio ciò che voglio perché è salutare" o qualcosa del genere, insomma quello che alla sua epoca dava ventanni di vita ancora alla superstizione in Gesù Cristo, ebbene ho letto che dopo la sua morte la sua casa divenne sede per studi biblici. Ah, e Benedetto XVI è ancora in salute. Auguri.