lunedì 26 maggio 2008

Recensione: Dead Poets Society - L'attimo fuggente

Eppure questo film per molto tempo mi è piaciuto: insomma non gli si può negare un certo fascino. Di per sé ha tutto: un college americano; un gruppo di amici studenti; l'atmosfera cameratesca; gli straordinari paesaggi americani, fra laghi, boschi e tepore autunnale. Si, ha tutto. La poesia, un professore, che attecchisce subito con gli alunni, dai metodi sicuramente coinvolgenti. "Rendete la vostra vita straordinaria". Ha soggiogato anche me, l'ammetto. Però manca qualcosa. Insomma si sta tutti appessi a questa passione che Keating, il professore interpretato da un di per sé ottimo Robin Williams, suscita negli studenti. E li vedi, loro. Il loro entusiasmo. Cos'è che manca? C'è anche la storia d'amore, carpe diem.
Ecco. Carpe diem. Basta, forse? Insomma ok, l'attimo fuggente ma poi? Ba
sta all'uomo un attimo, un attimo fuggente? A me no di certo. Keating fa esplodere la loro libertà, la loro voglia di vivere. Ma fa solo questo. Poi è come se li lasciasse. E' come se venissero abbandonati al semplice crogiolarsi in questo entusiasmo. Che fin che dura va bene. Ma come la mettiamo con il suicidio del giovane "discepolo"? Non si può difendere un ideale che fa suicidare. E quando Keating verrà accusato, difatti, il gruppo non reggerà. Alcuni tradiscono. L'ultima scena è davvero bella. Ma che strazio nei cuori di quei ragazzi. Tanto entusiasmo e poi? Non basta un attimo. Dovessi vivere di attimi sarebbe sempre troppo poco, e troppo tardi.
Domani vado a rivendere il dvd.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il vero film che risponde come si deve all'"attimo fuggente" è il bellissimo "l'uomo senza volto" di Mel Gibson, dove il maestro fa sì sbocciare la vera personalità dl ragazzo, ma davanti a una proposta libera. Non un suscitare per poi abbandonare, ma un farlo diventare uomo che sa fidarsi ed imparare dal maestro e per questo diventando sempre più se stessi. Anche qui una debolezza del ragazzo, anche qui un'incomprensione delle autorità, ma il tutto dentro a un rapporto di fiducia che suggella la sua maturità sulla riva del mare (non sprecherò un'estate per le domande di un ragazzino: PENSA!). E anche qui la scena finale, ripete la stessa de "L'attimo fuggente", ma non come un eroico gesto inutile e pieno di nostalgia, ma un gesto tutto carico della gratitudine di chi porterà nel presente ciò che il maestro gli ha trasmesso di sè.