mercoledì 28 maggio 2008

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"A parte il cancro tutto bene" è un libro che bisogna valutare in un certo modo. Corrado Sannucci racconta la sua storia, la sua malattia, il suo cancro fino alla guarigione. E' interessante vedere come cambia il rapporto fra lui e le cose, fra lui e il lavoro, lui e sua figlia. Però è irragionevole. In alcune parti importanti parla di come arrivi ad idolatrare la Scienza, salvezza unica e suprema per l'uomo. "Gli altri si inchinino ai Buddha, agli Allah, ai Cristi, io mi inchino a queste macchine". Mi ha intristito. E mi ha fatto pure arrabbiare. Quando poi chiede al cardinale Bagnasco di provargli l'esistenza di Dio... a vederlo dal mio punto di vista rimane tutto imprigionato da questo suo cinismo. Sì, perché anche lui riconosce, scrivendo alla figlia, che "dietro ogni azione umana c'è una sconfitta", che sarebbe la morte, però riesce giostrare il tutto proprio grazie a un "sano cinismo", come lui lo chiama, ed è evidente come questo distacco dalle cose lo salvi dal dramma della vita. Però il dramma c'è, eccome. Mi ha fatto arrabbiare quando ha detto a sua figlia di non sentirsi legata alla famiglia per seguire la sua strada. Un padre!!
Libro deludente. Libro che non vuole vedere il suo vuoto perché è cinico. Certo, interessante la sua esperienza, la sua battaglia. Però non basta.
Vado a rivenderlo, non riesco a tenerlo.

Invece voglio leggere "Il corpo nel Medioevo" di Jacques Le Goff, tanto per sfatare un po' di luoghi comuni; un romanzo come per esempio "Tutto per una ragazza" di Nick Horby se non sbaglio, una sorta di romanzo di formazione in una storia alla Juno. Forse interessante. Sicuramente da comprare "Una canzone per Bobby Long", libro che non dovrebbe deludere, visto il film. Aspetto poi "Il ritorno della Storia" di Robert Kagan, intellettuale conservatore, di quelli che piacciono a me.
Intanto però sto leggendo "Cani perduti senza collare", ne parlerò poi.




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