mercoledì 8 dicembre 2010

In luogo di una "Breve apologia di un peccatore": Mel Gibson e The Beaver


Mel Gibson nel nuovo film The Beaver

Agli inizi dello scorso settembre iniziai un lungo post tuttora nella cartella bozze dal titolo "Breve apologia di un peccatore". In quelle righe, che non ho ora il tempo di portare a dovuto compimento, parlavo di come il bombardamento mediatico ed inquisitorio del mondo liberal di casa Hollywood avesse trovato in Mel e nei suoi drammi personali legati all'ex moglie ed alla sua famiglia un bersaglio facile. Un bersaglio facile e cattolico. Chi mi consosce può intuire l'enorme valore per me delle pellicole di Mel Gibson, prima fra tutte Braveheart, con la quale sono cresciuto. E ancora Apocalypto, L'uomo senza volto. Ma il vertice é sicuramente The Passion, un'opera monumentale il cui valore artistico, pedagogico e cristologico é pari a quello dei più grandi poemi e delle più svettanti cattedrali della Cristianità. 
Non é difficile vedere la mano del Nemico dietro alla tragica situazione in cui Mel si é trovato. Giudicato da tutti, abbandonato e schernito. Certo, le sue sono colpe evidenti, spesso anche gravi. Ma chi siamo noi per giudicare a fondo l'anima di un uomo? Nessuno si é mai accanito contro un Tom Cruise o chi per lui con la stessa foga con la quale é stato assalito Mel Gibson. Come quel coglione di presentatore americano, del quale ho colto una frase lo scorso agosto in hotel a San Francisco mentre papà faceva zapping, che suonava più o meno così: "...  finireste per diventare cattivi agenti pubblicitari di Gesù Cristo. Come Mel Gibson".
Il mondo non ha proprio idea di cosa sia la Chiesa.
Ad ogni modo, mi é tornata alla mente questa "Breve apologia di un peccatore" in quanto é annunciata per la prossima primavera l'uscita di The Beaver, diretto da Jodie Foster e proprio con Mel Gibson come attore principale. La storia é fin troppo la sua, come potete intuire da questo trailer americano.
Che un uomo con il dono di saper narrare storie vere come Mel si riprenda dal baratro non solo é un bene in sé, ma per tutti.
E che ciò possa avvenire tramite un peluche di castoro, bé, ben venga.




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