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| Le rovine dell'oracolo di Delfi, Grecia |
Sono reduce dalla lettura di due grandi opere, la Gerusalemme Liberata di Tasso e l'Odissea di Omero. Oggi in spiaggia, mentre terminavo le ultime pagine di uno dei capolavori dell'antichità, l'Odissea appunto, mi colpivano alcuni versi del libro XXIII:
"Ma vieni, che finalmente la gioia raggiunga
il vostro cuore, d'entrambi, perché molti mali soffriste.
Ormai ecco che il lungo voto é compiuto:
é ritornato, é vivo, siede al suo focolare, te in casa
e il figlio ha trovato; e quelli che gli facevan del male,
i pretendenti, li ha tutti puniti nella sua casa"
(Odissea, XXIII vs 52 - 57)
E' la nutrice Eurìclea che annuncia a Penelope che l'amato sposo, Odisseo, il Re e il padre, é finalmente tornato e ha ripreso possesso di ciò che era suo, liberando il palazzo, lei stessa e il loro figlio dalle mire dei pretendenti.
Io non sto studiando quest'opera, come alcuni lettori di questo blog, bensì soltanto leggendo, per cui potrebbe essermi sfuggito l'accenno a un voto riguardo al ritorno nei libri precedenti; in ogni caso questi versi mi hanno richiamato ad un altro grande finale, quello della Gerusalemme di Tasso:
Cosí vince Goffredo, ed a lui tanto
avanza ancor de la diurna luce
ch'a la città già liberata, al santo
ostel di Cristo i vincitor conduce.
Né pur deposto il sanguinoso manto,
viene al tempio con gli altri il sommo duce;
e qui l'arme sospende, e qui devoto
il gran Sepolcro adora e scioglie il voto.
ch'a la città già liberata, al santo
ostel di Cristo i vincitor conduce.
Né pur deposto il sanguinoso manto,
viene al tempio con gli altri il sommo duce;
e qui l'arme sospende, e qui devoto
il gran Sepolcro adora e scioglie il voto.
(Gerusalemme Liberata, XX 144)
Anche il finale del Tasso fa esplicito riferimento ad un voto, di cui si parla fin dalle prime ottave del canto I, il voto di liberare il Sepolcro di Cristo.
Si parla di due promesse.
E' come se profeticamente quei versi di Omero sintetizzassero tutta l'attesa di un mondo, inespressa ma viscerale, che trova nel racconto dell'Odissea una delle più grandi espressioni: la promessa del ritorno del Re, del ritorno del padre, finalmente venuto a riprendere possesso di ciò che é suo.
Dall'altra parte invece c'é la promessa fatta da uomini di consacrare la loro vita a questo Re e Padre, che mostra in Cristo il suo vero volto, facendosi suoi cavalieri; e' l'uomo che cosciente e grato della sua Presenza lotta per e con Uno più grande, che é già vincitore.

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