Non lasciarmi é un film che inquieta, quasi fino a turbare. Ma a suo modo, e cioé con delicatezza, finezza, quasi sottilmente, fa entrare in un mondo dove diventa irrimediabilmente e terribilmente chiaro ciò che spesso diamo per scontato. Un mondo dove il potere é in grado di educare, crescere e sfruttare esseri umani per i suoi scopi "umanitari". Aver visto questo film in parallelo alla lettura della straordinaria trilogia cosmica di C.S. Lewis suggerisce notevoli prospettive; i college e i cottage del film richiamano molto l'Istituto INCE di Quell'orribile forza, almeno fino a dove sono arrivato.
Tre ragazzi scoprono di essere destinati a diventare donatori di organi, fino alla loro morte: é questo lo scopo della loro esistenza, deciso dal progresso. Il contrasto, tragico, é fra i sentimenti, le aspettative, le contraddizioni che i protagonisti sentono emergere in sé, specie riguardo all'amore e all'amicizia, e un potere che vuole ridurre ciò che é irriducibile, il cuore dell'uomo.
E' un film terribile, da questo punto di vista. Mostra come l'uomo si ribelli ad ogni tentativo di riduzione che gli tolga la possibilità di anelare all'infinito, come evidenzia, tristemente, quasi in forma di preghiera, l'ultima scena
E' un film che dovrebbe far riflettere su come il rischio inerente ad ogni progresso sia quello di dimenticare l'umano, e su come questo rischio sia oggi più che mai reale.
Ma ancora più a fondo, é possibile concepire l'idea di amare senza la prospettiva di un per sempre? Ha ancora senso parlare di amicizia senza un orizzonte ampio come l'eterno, in cui respirare a pieni polmoni? Se queste domande ci fanno ritrarre dalla paura é segno che senza il bisogno di creare un college dove allevare donatori per la Scienza, il potere ha già sfibrato il nostro tessuto umano. E' questo il più grande pericolo, come sottolineano fra gli altri Solgenitsin, Giussani, Scruton, O'Brien.
Specie di fronte alle ultime scene, prima del "completamento", mi tornava alla mente ciò che scriveva Kafka: l'unica speranza per il condannato a morte é che il Signore, il giorno dell'esecuzione, passi per le vie della prigione e, mentre egli é trascinato nel tragitto dalla cella al patibolo, dica: "No, lui viene con me".
Nell'uomo ci sarà sempre qualcosa di intrinseco e irriducibile che nessun potere potrà estirpare, e che ognuno deve imparare a guardare e coltivare per trovare la strada dell'unica, vera libertà, dell'unico rapporto che non solo non ci lascia mai, ma ci dona tutto.
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