sabato 17 dicembre 2011

La vera pace (Agnus Dei, Berlioz - The Tree of Life)





Ricevere ancora un volta dentro di me l'immensa opera d'arte che é The Tree of Life, di cui ho già più volte parlato in questo blog, é stato coglierne, sempre e ancora, la sua freschissima novità. Anche dopo la nona volta (non é un numero simbolico) in questi mesi, dopo la mia prima visione al cinema pochi giorni dopo la maturità.
Nuovi spunti, nuove immagini, nuove vie intraviste. Ho prestato questa volta uno sguardo più particolare al percorso della madre, la via della Grazia, e al tremendo mistero che essa comunica: colei che più é esposta al riconoscimento dello splendore e della magnificenza della realtà, colei che più vive la sua apertura al Mistero sotteso in ogni volto e in ogni albero, e che quindi gode della presenza di Dio, é colei che vive il dolore più lancinante, la domanda più drammatica, la tensione più gravosa. Come Giobbe. Come i santi, a dire il vero come tutti i cristiani, sia pure in misura gloriosamente diversa. 
Come recita Claudel ne L'Annuncio a Maria: "La pace, chi la conosce, sa che la gioia e il dolore in parti uguali la compongono".
L'unica, vera pace.

L'incredibile Agnus Dei del Requiem di Berlioz, questa volta, mi ha sorpreso particolarmente, così come tutta la sequenza finale, con il suo senso di compimento e distensione. Riascoltarlo integralmente non fa che approfondire l'inesauribile esperienza proposta dal film.









2 commenti:

Cannibal Kid ha detto...

anch'io ho adorato the tree of life?
però l'hai davvero visto 9 volte?
mi sa allora che ti è piaciuto pure più che a me... :)

Ser Jacques ha detto...

Sì, proprio così. Non é un semplice film, é qualcosa di infinitamente di più, che continuamente lavora in me. Essendo un'opera d'arte non é riducibile alla somma dei suoi semplici fattori, ma é qualcosa di più; ed é questo qualcosa di più che non mi stanca mai, sia leggendo Dante, sia guardando The Tree of Life e così via.