domenica 18 dicembre 2011

Pillole clanDestine

Un paio di pillole dall'ultima newsletter di ClanDestinozoom



Sei pronto per la felicità?
 
San Benedetto aveva scritto, lo ripetiamo, "c'è un uomo che ama la vita e desidera giorni felici?" Sulla base di questo ha coi suoi fratelli salvato tante cose del passato - in un tempo di malora peggio di questo - e inventato cose nuove.
Ora si tratta di fare lo stesso. Ma senza desiderare davvero la felicità - più e dentro ogni altra cosa - non si ripara nulla dalla malora, pur nelle difficoltà e nelle ferite, e soprattutto non si inventa nulla di nuovo.
A chi si sforza di tener su ciò che crolla diciamo: fatica sprecata. A chi si lamenta diciamo: aggravi il peso dei già afflitti. A chi ha il fuoco negli occhi diciamo: vieni con noi. A chi si guarda intorno smarrito e insicuro diciamo: stai perdendo la vita.
dr


A proposito del suicidio assistito di Magri, un lettore ci scrive: "“Val la pena vivere” è un'affermazione soggettiva e ovviamente non una verità incontrovertibile sulle singole esistenze di ciascuno di noi. Detta così è poco più di uno slogan e con gli slogan non sempre si vince la battaglia. C’è chi “la pena” non la trova adeguata alla fatica di proseguire e basta. Non è un esempio, non merita il nostro applauso o il nostro bravo dalle tribune, non è ciò che vorremmo per i nostri i nostri figli, né ciò che gli insegniamo. Chiunque potrebbe facilmente dimostrarci piuttosto che è una follia. Eppure questa storia di morte, che prima era stata anche la storia di un'esistenza vissuta con profondità e impegno, mi ha fatto ricordare una cosa che da tempo avevo dimenticato e che è invece l'unico messaggio di speranza che posso lasciare ai miei figli: eppure la vita è tua. ap". Vorremmo solo rispondergli, all'amico lettore, che la vita non ci appartiene, all'inizio non è nostra, ma ci è misteriosamente data. Non ne siamo padroni. E questo è un fatto, non una opinione. Poi, certo, è nostra, unica, possiamo viverla solo noi e ne rispondiamo. A noi stessi per primi. Tuttavia c'è allora forse un altro e più straordinario modo di invitare i nostri figli ad abbracciare la vita, con tutto quel che può comportare di misterioso e non facile: la vita è dono.

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