31 maggio 2010
I massoni democratici mettono in imbarazzo Bersani
Fioroni: "L'iscrizione a associazioni segrete è contro lo statuto del partito"
Il nostro articolino di sabato scorso sui problemi che presto avrà il Pd sul tema massoneria ha fatto un po’ di casino. Qui abbiamo spiegato come mai uno di quei classici problemi lasciati lì a decantare in un angoletto del partito per mesi, per anni, è misteriosamente tornano a galla. Tutto nasce da un quesito posto qualche mese fa da un esponente del Pd, il signor Ezio Gabrielli, ex assessore al Porto del comune di Ancona, che alla fine della scorsa estate aveva ammesso di essere un massone e aveva detto “di essere orgoglioso di esserlo”. Gabrielli poi è stato costretto alle dimissioni e ha fatto della sua presenza massona nel Pd una questione di principio. Su questo tema oggi scrive anche al Corriere – che a proposito di problemi legati alla massoneria non è secondo a nessuno – offrendo un articolo sfizioso sull’argomento. “I compagni massoni e la mancata espulsione. Due casi agitano il Pd”.Il Corriere, oltre al già citato caso Gabrielli, riporta il coming out massone di un esponente del Pd di Scarlino. Ma non è il solo. Qualche settimana fa, a Macerata, il capogruppo in consiglio provinciale del Pd aveva posto pubblicamente il problema della necessaria compatibilità della massoneria del partito. Oggi l’ex assessore Gabrielli ha scritto una lettera molto lunga alla commissione garanzia che dovrà valutare la sua compatibilità con il partito. “La massoneria non è illegale – dice Gabrielli – io ho promesso sulla costituzione e sulle leggi che mi impongono comportamenti rispettosi dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni; sulla base dell’attuale formulazione del codice etico non esiste argomento tecnico giuridico che imponga la dichiarazione di incompatibilità e lo scrivente sul punto”.
In base a quale norma un massone non può dire di essere massone nel Pd? Cercasi risposta. Per chi vuole, siamo entrati in possesso di questa lettera di Gabrielli e se vi va la potete leggere qui. E intanto nel Pd c’è chi sulla questione sembra essere piuttosto suscettibile. “Il Pd non puà avere né zone grigie né coni d'ombra né eccezioni per questa o quella associazione. Lo statuto parla chiaro: gli iscritti non possono avere iscrizioni segrete né partecipare ad associazioni che diversamente dalla Costituzione creano cittadini più uguali degli altri", dice per esempio Giuseppe Fioroni. Vedrete, se ne riparlerà presto. Certamente prima di metà giugno, quando la commissione garanzia del Pd discuterà del caso Gabrielli.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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