domenica 6 giugno 2010

Il significato di quel martirio

Dal nuovo editoriale di Samizdatonline

Roba da matti?

Ci sono varie cose su cui riflettere, con l'assassinio di Mons. Padovese.
Tutti sottolineano come sia stato il gesto di un folle. O meglio, quasi tutti: l'arcivescovo di Smirne e altri fanno notare come questa scusa sia spesso stata usata come ritornello per coprire altre cose. La questione andrebbe investigata bene (e seguita su sites seri e realmente informati, come AsiaNews).
Quello che colpisce è che, tranne Avvenire, molti giornali si sono subito affrettati a dire che la politica pare non c'entrare etc. Politica? E chi ha mai detto che il problema è solo politico?
Succubi del pregiudizio laicista che la religione sia qualcosa di sovrastrutturale, e che quindi non possa mai essere il vero motivo di azione, gli analisti si privano della condizione di possibilità di intendere la reale portata di un fenomeno come l'Islam. La religione è vista come pericolosa e fonte di fanatismo solo se è quella cattolica; e sempre attraverso ricostruzioni deliranti e invertite come i film di R. Scott.  Anche quando il suddetto Scott, ad esempio, a parole condanna tutte le religioni come fanatiche, come nel film Kingdom of Heaven, poi di fatto gli esempi illustranti la tesi sono tutti anticristiani.
Invece si può uccidere in nome di Dio, sì. E oggi chi lo fa non sono i cristiani, questi ne sono invece le vittime. Quando gli "imbecilli collettivi", che ricevono i pacchetti di opinioni già preconfezionati, se ne accorgeranno sarà già troppo tardi.

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