E' in arrivo sul grande schermo un nuovo film di duro attacco alla Chiesa. Dopo la recente mistificazione storica di Ipazia in "Agorà", ecco che viene portata sul grande schermo una leggenda anti-ecclesiastica nata nel Medioevo in ambito carnevalesco e succesivamente ripresa e manipolata ad arte in ambiente protestante: "La Papessa". Ambientata nell'Alto Medioevo, é la storia di una giovane donna diventata frate, una volta celato il suo sesso, e dopo molte peripezie addirittura salita al soglio papale. Ovviamente né casta né pura, la leggenda dice di lei che al ritorno dalla processione pasquale verso il Laterano, dopo lo scossone del proprio cavallo, ebbe un parto prematuro, dopo il quale venne lapidata dalla folla.
Il suo successore fece cancellare ogni traccia della sua esistenza.
L'intelletto più idiota della Storia, vale a dire Voltéro, disse: "Calunniate, calunniate. Qualcosa resterà!". Ed ecco che nel duemiladieci questa turpe leggenda va a finire sul grande schermo. I produttori, guarda caso, sono gli stessi de "Il nome della Rosa", uno dei film più infami della storia dell'uomo, espressione di un odio profondo a Cristo attraverso l'attacco a coloro che Lo amano e servono. "La Papessa" non mancherà di nulla: quale occasione migliore per mostrare ancora una volta un Medioevo esistito solo nelle menti pazze di qualche philosophe, con monasteri luoghi di oppressione e fanatismo e la donna seviziata e torturata per celare un represso istinto sessuale da parte dei frati? Per non parlare del fatto che la figura del Papa sarà qui sotto attacco diretto: non solo un Papa donna, ma anche protagonista di rapporti amorosi e via così. Le carte per per una pellicola largamente blasfema ci sono tutte.
Considerata la storia di questo film (la cui pubblicità campeggia all'ingresso della Feltrinelli di Biella, motivo in più per comprarci libri sani alla faccia loro), ho capito che non basta arrabbiarsi e lamentarsi che se facessero qualcosa di simile per Maometto e compagni sarebbe la guerra totale. Questo é pur vero, ma il punto é un altro. Come diceva Péguy non serve lamentarsi della situazione sfavorevole: quella dell'insulto, della provocazione, della mistificazione e dell'attacco é la condizione esistenziale della nostra Chiesa, la Chiesa militante. Sia per il martirio di monsignor Padovese sia per l'uscita nelle sale di sempre più numerose pellicole anticattoliche, dobbiamo sempre tenere presente che stiamo combattendo la buona battaglia, e che il Nemico é all'opera. Un battaglia dove però ci é soltanto chiesto di poggiare il capo sul petto di Gesù, di "mettersi alla scuola di Giovanni" come ha detto B XVI. Lui ha già vinto per noi.
Stamattina mi chiedevo cosa posso fare io per le persone che andranno a vedere "La Papessa", cosa posso fare per coloro la cui fede é resa sempre più debole sotto gli scossoni di questo nuovo mondo anticristiano: ebbene, come mi disse un mio caro amico, make beauty, fare bellezza. Più di tutti i pur giustissimi e necessari articoli che smonteranno sotto i vari punti di vista questo attacco al Papa e a Cristo col cavallo di Troia del cinema, farà molto di più il ripartire dalla testimonianza come presenza. Più si é uniti a Lui più la nostra vita diventa piena di una bellezza desiderabile, più grande di tutti i nostri limiti. E così sarà davvero la nostra semplice presenza a parlare. Ognuno é chiamato a essere presenza: chi con l'arte, chi con il canto, chi con la matematica, chi con altre cose. Tutti possiamo dirGli di sì.
Terminato questo post andrò a finire di preparare l'intervento che terrò giovedì prossimo a tre, quattro classi della mia scuola sull'Ulisse dantesco, con in mente proprio questo: make beauty.
Non siamo soli, e abbiamo bisogno solo della mano di Chi ci ha portato fin qui, come ricorda il buon Goffredo (Gerusalemme Liberata, canto II); e anche nel più duro della battaglia non dobbiamo temere, come mostra l'intervento di san Michele Arcangelo quando i cristiani stavano per cedere all'assalto notturno dei pagani (canto IX).
Per l'intanto, avrò il gran piacere di picconare un po' quell'idiota di Voltéro (fra di noi c'è qualcosa di personale, come già dissi) nel primo dei miei dossier sui martiri della Rivoluzione.
Ricordate, cari amici: essere uniti a Colui che é la Bellezza, Cristo, per essere presenza.
E make beauty, fare bellezza. Questo blog esiste solo per questo.

Il suo successore fece cancellare ogni traccia della sua esistenza.
L'intelletto più idiota della Storia, vale a dire Voltéro, disse: "Calunniate, calunniate. Qualcosa resterà!". Ed ecco che nel duemiladieci questa turpe leggenda va a finire sul grande schermo. I produttori, guarda caso, sono gli stessi de "Il nome della Rosa", uno dei film più infami della storia dell'uomo, espressione di un odio profondo a Cristo attraverso l'attacco a coloro che Lo amano e servono. "La Papessa" non mancherà di nulla: quale occasione migliore per mostrare ancora una volta un Medioevo esistito solo nelle menti pazze di qualche philosophe, con monasteri luoghi di oppressione e fanatismo e la donna seviziata e torturata per celare un represso istinto sessuale da parte dei frati? Per non parlare del fatto che la figura del Papa sarà qui sotto attacco diretto: non solo un Papa donna, ma anche protagonista di rapporti amorosi e via così. Le carte per per una pellicola largamente blasfema ci sono tutte.
Considerata la storia di questo film (la cui pubblicità campeggia all'ingresso della Feltrinelli di Biella, motivo in più per comprarci libri sani alla faccia loro), ho capito che non basta arrabbiarsi e lamentarsi che se facessero qualcosa di simile per Maometto e compagni sarebbe la guerra totale. Questo é pur vero, ma il punto é un altro. Come diceva Péguy non serve lamentarsi della situazione sfavorevole: quella dell'insulto, della provocazione, della mistificazione e dell'attacco é la condizione esistenziale della nostra Chiesa, la Chiesa militante. Sia per il martirio di monsignor Padovese sia per l'uscita nelle sale di sempre più numerose pellicole anticattoliche, dobbiamo sempre tenere presente che stiamo combattendo la buona battaglia, e che il Nemico é all'opera. Un battaglia dove però ci é soltanto chiesto di poggiare il capo sul petto di Gesù, di "mettersi alla scuola di Giovanni" come ha detto B XVI. Lui ha già vinto per noi.
Stamattina mi chiedevo cosa posso fare io per le persone che andranno a vedere "La Papessa", cosa posso fare per coloro la cui fede é resa sempre più debole sotto gli scossoni di questo nuovo mondo anticristiano: ebbene, come mi disse un mio caro amico, make beauty, fare bellezza. Più di tutti i pur giustissimi e necessari articoli che smonteranno sotto i vari punti di vista questo attacco al Papa e a Cristo col cavallo di Troia del cinema, farà molto di più il ripartire dalla testimonianza come presenza. Più si é uniti a Lui più la nostra vita diventa piena di una bellezza desiderabile, più grande di tutti i nostri limiti. E così sarà davvero la nostra semplice presenza a parlare. Ognuno é chiamato a essere presenza: chi con l'arte, chi con il canto, chi con la matematica, chi con altre cose. Tutti possiamo dirGli di sì.
Terminato questo post andrò a finire di preparare l'intervento che terrò giovedì prossimo a tre, quattro classi della mia scuola sull'Ulisse dantesco, con in mente proprio questo: make beauty.
Non siamo soli, e abbiamo bisogno solo della mano di Chi ci ha portato fin qui, come ricorda il buon Goffredo (Gerusalemme Liberata, canto II); e anche nel più duro della battaglia non dobbiamo temere, come mostra l'intervento di san Michele Arcangelo quando i cristiani stavano per cedere all'assalto notturno dei pagani (canto IX).
Per l'intanto, avrò il gran piacere di picconare un po' quell'idiota di Voltéro (fra di noi c'è qualcosa di personale, come già dissi) nel primo dei miei dossier sui martiri della Rivoluzione.
Ricordate, cari amici: essere uniti a Colui che é la Bellezza, Cristo, per essere presenza.
E make beauty, fare bellezza. Questo blog esiste solo per questo.
1 commento:
Per la papessa ti presto un libro dove c'è tutta la verità (si chiama Contro la Chiesa e si ripropone di sfatare un bel po' di leggende nere). Per il resto sono d'accordissimo, se non ci fosse questa bellezza come si potrebbe andare avanti solo per un'idea?
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