martedì 22 settembre 2009

Nauseati dalla bruttezza, ma desiderosi di gioia



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I piccoli, umili e tenaci Hobbit sono forse i più grandi personaggi letterari del ‘900, la vera risposta al cupo secolo che ci siamo lasciati alle spalle, perché i più capaci a risollevare l’antica virtù della speranza. Lo esprime bene Michael Tolkien, figlio dello scrittore, quando ha risposo alla domanda sul successo del padre: «Almeno per me non c’è nulla di misterioso nell’entità del successo toccato a mio padre, il cui genio non ha fatto che rispondere all’invocazione di persone di ogni età e carattere, stanche e nauseate dalla bruttezza, dall’instabilità, dai valori d’accatto, dalle filosofie spicciole che sono stati spacciati loro come tristi sostituti della bellezza, del senso del mistero, dell’esaltazione, dell’avventura, dell’eroismo e della gioia, cose senza le quali l’anima stessa dell’uomo inaridisce e muore dentro di lui».


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2 commenti:

annina ha detto...

sapevo che ti sarebbe piaciuto!! grande sussi :)

Ser Jacques ha detto...

Eccome: la triade JRRT-CSL-GKC non sbaglia un colpo.