L'ho fatto, come avevo detto. Terminata (in gloria) la maturità venerdì scorso, ieri sera ho finalmente potuto godermi la visione di The Tree of Life. E' un film, un poema talmente immenso che non mi sogno certo di scriverci su qualcosa in questo momento, ma rimando senz'altro ai precedenti post a proposito, specie le recensioni di Rialti e Camisasca.
L'imponente bellezza può essere solo fruita, non certo piegata e spiegata. E' sicuramente un film unico, dove si é messi di fronte alla nascita delle galassie e alla crescita di un bambino senza soluzione di continuità, dal primo istante della vita sulla Terra fino alla prigione di vetro di enormi grattacieli, in cui un uomo si ferma confuso perché vuole ritrovare il senso dell'esistenza.
Non ho potuto fare a meno, specie di fronte a tale film, di prestare attenzione alla colonna sonora. Eccone alcuni notevoli brani, inspiegabilmente assenti dall'album acquistabile su iTunes. Scorrendo velocemente alcuni commenti su youtube mi ha colpito quello di una persona la quale, di fronte alla scena della formazione delle galassie accompagnata dalla Lacrimosa, ha confessto di aver pianto per la prima volta per la bellezza e non per una perdita.
"Bellezze che trafiggono come spade", per dirla con Lewis.
Quasi sicuramente tornerò a vederlo.
"Bellezze che trafiggono come spade", per dirla con Lewis.
Quasi sicuramente tornerò a vederlo.

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