mercoledì 27 maggio 2009

Europa

Da IlSussidiario.net una serie di articoli sulla storia della nostra Europa per tornare a capire, e amare, chi siamo veramente.





L’antica Grecia e le origini della nostra identità

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In Erodoto l’antinomia tra i due continenti è ormai un dato acquisito. Nei primi capitoli delle Storie Erodoto presenta le guerre persiane come l’ultimo atto di un’inimicizia tra Europa e Asia che risale alla guerra di Troia e che affonda le sue radici in una serie di ratti di donne (Io, rapita dai Fenici; Europa, rapita da Greci di Creta; Medea, rapita da Giasone; Elena, rapita da Paride). Poi lo storico ritorna su questa opposizione tra mondi, quello europeo e quello asiatico, dandone una interpretazione culturale e antropologica. Il passo cruciale è la scena in cui il re Serse comunica ai suoi consiglieri la decisione di attaccare la Grecia e spiega che, vinti gli Ateniesi e gli Spartani, nulla potrà impedirgli di unificare il mondo intero sotto il suo scettro: «Il sole non vedrà alcun’altra terra confinante con la nostra, ma con il vostro aiuto io le fonderò tutte in una sola terra, marciando per l’intera Europa».

Naturalmente, Erodoto si compiace di attribuire al despota barbaro un piano di conquista destinato a fallire miseramente.


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L’impero romano, all'origine culturale e civile del continente

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Roma, secondo una teoria storiografica (la successione degli imperi) radicata da secoli nel pensiero greco e affermatasi in quello romano intorno al II secolo a.C., era succeduta ai grandi imperi precedenti di Assiri, Medi, Persiani e Macedoni. Il suo dominio su quasi tutta l’oikoumene (le terre conosciute) non distinguerà un territorio dall’altro. Tuttavia, anche se Roma non alimenterà l’idea di Europa, si può dire che la cultura e il pensiero giuridico che oggi chiamiamo europei – senza dimenticare che gli stessi principi sono accolti e professati anche oltreoceano – sono elaborati e perfezionati da Roma fin dal V secolo a.C., non molti anni dopo la vittoria dei Greci alle Termopili. Di Europa si ricomincerà a parlare in età tardo antica (sebbene il termine ricorra in Cesare, Plinio il Vecchio e Tacito), quando cominceranno a prendere forma gli stati nazionali, si affermerà il Cristianesimo come fede comune a tutti i popoli del continente europeo e sorgerà il Sacro Romano Impero, baluardo della Cristianità contro l’avanzata islamica.

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Medioevo: da Poitiers all'apogeo della Cristianità, il continente “prende forma”

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Il sovrano franco ha mandato il suo braccio destro, il maestro di palazzo Carlo. Con lui vi è praticamente l’intero esercito da campo dei franchi, sull’altura vicino a Poitiers. Se perderanno, il regno vacillerà, probabilmente crollerà. Ma a cadere sono gli invasori musulmani: dopo due giorni di battaglia, tra il 25 e il 26 ottobre del 732, i franchi hanno la meglio, Carlo diviene il Martello – l’utensile, certamente, ma anche il «piccolo Marte» – e soprattutto gli «europei» hanno vinto.

Proprio così, infatti, parla una fonte dell’epoca: la vittoria dei franchi a Poitiers fu la vittoria degli europenses contro un nemico esterno e aggressore. Si rinnovava dunque – anche se le circostanze erano affatto diverse – il mito di Maratona e Platea, mito fondatore della mentalità greca e occidentale, e che propugnava la difesa della libertà – la Grecia allora, l’Europa dei franchi nell’VIII secolo dopo Cristo – contro la tirannide e l’aggressione – la Persia nell’Antichità, l’Islam nell’Evo che chiamiamo di Mezzo.

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