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| Dante meets Beatrice at Ponte Santa Trinita, Henry Holiday (1883) |
Si é appena conclusa una grande settimana di Grazia. Ieri ed oggi, a scuola, sono stati due giorni di cogestione nelle quali le varie classi hanno potuto organizzare approfondimenti, visioni di film, incontri, oltre a strani esperimenti di teatro mitologico-filosofico (ho trovato Socrate in corridoio, Danae alla macchinetta, per non parlare di Zeus al banco dei bidelli). Sono stato invitato in due classi, I A e I B, a parlare di Dante; giovedì (in I A) ho affrontato Inferno XXVI, il viaggio di Ulisse e il viaggio di Dante, mentre oggi (in I B) il tema era un'introduzione generale al viaggio della Commedia.
Una settimana di Grazia innanzitutto per me; lunedì ho iniziato a preparare i due incontri, in un lasso di tempo che va dalle dieci fino a mezzanotte e mezza, ogni sera. Ho potuto rientrare nel testo, confrontarmi ancora una volta, porre domande, giudicare e cogliere l'infinita Bellezza del cosmo che così fresca trapela dai quei versi così umani e così eterni. Per fare un esempio, visto che un incontro sull'Ulisse dantesco già lo tenni il maggio scorso, ho rivissuto il riaprirsi costante di una ferita, lasciandomi ri-soprendere dal mistero di quei versi: a separarmi da quel primo incontro c'è infatti un anno di vita, scoperte, battaglie e cammino nonché di lettura della Commedia che mi ha costretto a rivedere, correggere, confermare, approfondire e tornare a stupirmi. Una ferita sempre aperta, oltre ogni schema, che non si potrà mai chiudere.
Ho avuto modo di raccontare come nella mia vita "poca favilla gran fiamma seconda": il mio incontro con Dante e la Commedia, le domande che essa pone e il viaggio che ci propone; a dire il vero il secondo incontro non ho avuto modo di prepararlo come avrei voluto, visto che fare nuovamente dalle dieci a mezzanotte avrebbe voluto dire non alzarsi più al mattino.
Tutto questo beato lavoro mi ha abbastanza felicemente consumato, per questa settimana.
Ho imparato nuovamente, specie la sera di mercoledì prima dell'incontro, come nemmeno Dante basti al mio cuore, ma come mi sia padre perché io guardo non a lui, ma con lui e dove guarda lui. E ho avuto infine modo di raccontare il mistero di Dante e Beatrice, e di poterlo fare in un certo modo, come solo quattro mesi fa non avrei potuto.
Da Chesterton a S. Francesco, da Eliot ad Al Pacino (nel film Profumo di donna pronuncia infatti una frase che é per me sintesi della concezione dantesca della bellezza femminile e di Dio...) ho riscoperto inoltre dei compagni di viaggio.
La possibilità di proporre e comunicare noi stessi al mistero degli altri attraverso ciò che amiamo é una grazia inestimabile: in fondo vale sempre la pena parlare ad una persona sola, nel senso di ciascuno di coloro che abbiamo di fronte, perché una sola persona, diceva Moeller, "é un mondo intero, il mondo della grazia e della libertà che chiede di vivere e risplendere in lui".
Questo video invece é una riuscita combinazione di grande arte: l'Inferno di Dante raccontato con le incisioni di Gustave Doré e un brano dal Requiem di Mozart.

2 commenti:
Non ho avuto al fortuna di risentirti su Dante quest'anno e mi dispiace, ma sono contenta che i primini abbiano potuto assaggiare questa Grazia. Il video è così bello che fa quasi piangere. Grazie!
Infinitamente grazie...
Margherita
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