domenica 27 febbraio 2011

Quella misteriosa unità dell'esistenza


"Ho letto le poesie di Cyprian Norwid, il mio primo incontro con lui. E' morto di fame e stenti a Parigi - ovviamente, in quale altro posto, altrimenti? E anche una rilettura dei Sonetti della Crimea di Mickiewicz. Ho copiato da entrambi piccoli frammenti luminosi come a conservarli per un incomprensibile assemblaggio. Ma che cosa risulterà ritratto dalla somma totale, davvero? Questi frammenti sono solo i cocci di uno specchio rotto, oppure compongono la vetrata nella finestra di una cattedrale, comprensibile solo quando vi filtra la luce del sole? Non so che cosa io sia tra queste due cose. Resto incomprensibile a me stesso. E' così per tutti gli uomini?
Se siamo l'opera d'arte di Dio, e se uno non finisce col soccombere alla seduzione dell'anti-icona (il falso io), é essenziale cercare - non importa quanto impossibile possa sembrare - l'intenzione dell'artista in quest'opera. La bellezza nell'uomo  e nella natura accenna una misteriosa unità nell'esistenza. Continua é la tentazione di cogliere un frammento (sia vero che falso) e trascurare il tutto. Eppure qualora uno si arresti e non si spinga più innanzi, finisce così la possibilità di vedere il volto nascosto, che é la Bellezza stessa.  E così termina anche la possibilità dell'amore".


da Il Libraio, di Michael D. O'Brien,  pag. 389, San Paolo


Vetrate della navata centrale della cattedrale di Nevers, Francia. Foto mia, estate 2009


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