domenica 22 maggio 2011

La guerra contro Gesù e noi



Sono ormai quasi giunto al termine della lettura dell'ultimo libro di Socci, La guerra contro Gesù. E' un'opera straordinariamente necessaria, in quanto pone le domande giuste e porta alla luce i fatti negando i quali i soloni dell'esegesi razionalista e in generale i seguaci illuminati (o abbagliati) dell'Illuminismo hanno costruito le loro false teorie. Teorie che mirano al cuore della fede stessa, perché se é vero, e lo é, che c'è una guerra in corso per mistificare la storia della Chiesa é perché, ad un livello ancora più profondo ed insidioso,  é in corso una guerra per negare la figura storica e umana di Gesù. Per negare che Egli sia esistito e che abbia preteso di essere il Figlio di Dio. 
Sono pagine in grado di aprire gli occhi su di un panorama che abbiamo davanti ma che sembriamo non vedere. E' un guerra insidiosa proprio perché non sembra essere in atto. Eppure lo é, ed il deserto alimentato da questo attacco al cuore della fede, la negazione di un fatto storico, é sotto gli occhi di tutti.
Venerdì a scuola abbiamo concluso le lezioni su Nietzsche parlando del prospettivisimo: non esistono fatti, solo interpretazioni. Quando la prof., al termine, ha chiesto se avevamo riflessioni da fare ho alzato la mano e parlato per primo. Non so quanti mi abbiano capito, ma non ho potuto fare a meno di dire questo: ora ho riguadagnato in maniera ancora più chiara il motivo per cui do la vita, e cioé per affermare che esistono i fatti, perché oggi la battaglia (sì, ho usato questo termine) non si gioca sulla fede ma sulla ragione e sulla realtà (e quindi, in seguito, sulla fede). 
Ma come può essere portata avanti questa battaglia, dove il mondo ci é contro? Solo uomini innamorati, afferrati da Cristo, possono non appena resistere, ma creare e generare attorno a sé. I cattolici, come dice Chesterton, sono quel tipo di uomini talmente forti da potersi rilassare. Perché la forza é la Sua.
Socci, citando all'inizio del libro le parole di un martire dei primi secoli a introduzione di un suo scritto in difesa dei cristiani, conclude la premessa con queste parole: 
"La cosa più grande della vita é amare Gesù Salvatore difendendo i cristiani "ingiustamente odiati e perseguitati" e potendo dire "io sono uno di loro"". 
Di fronte a tanto odio come quello mostrato dalle pagine di questo libro, davvero si comprende come solo un uomo appoggiato a Cristo -qui e ora- possa far fronte alla vita e a tutte le sue sfide, perché anche l'apologetica é un elenco di nozioni morte senza la commozione per Cristo presente: "La nostra umanità risvegliata é l'apologia più grande di Cristo", come dice Carròn negli Esercizi di CL.

Detto questo, rendersi conto che c'è una guerra in atto é già un primo, importante passo. Certo non si può stare a guardare (e Kierkegaard sarebbe d'accordo con me)  quando l'amore per Gesù viene sradicato dal cuore di una donna giovane e intelligente a causa della lettura di un libro pieno di falsità e ideologia come la Vita di Gesù di Renan (vedi il capitolo "L'inquietudine di Alessandra"). 
Un libro che Socci dedica ai cristiani perseguitati come anche "ai giovani conosciuti in tanti incontri, perché constatino la solidità e la bellezza dell'annuncio che hanno ricevuto".

Solidità e bellezza. Questa é già la nostra vittoria.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ecco perchè dicevi "non saremo fregati su questo"... :)

Anonimo ha detto...

La prima battaglia è contro di noi quando addormentiamo il nostro desiderio! E l'amico più grande è uno come Carròn che continua a dire quello che è scritto nel libretto degli esercizi della Fraternità.
Ciao Giacomo!
Elena