
Sarà perché il mio primo vero cd, insomma di quelli che tieni in camera, che sono veramente tuoi, che li rigiri fra le mani, è stato la colonna sonora de "Il Gladiatore"; sarà forse perché lego talmente tanto la musica di una scena alle emozioni che mi suscita che ho bisogno di averla e di ascoltarla, e non solo sentirla; o forse ancora sarà per la natura stessa della colonna sonora in sé che mi attrae, cioè il suo essere quasi il profumo di una pellicola.
Difatti i miei primi cd, fin dalla fine delle elementari furono le colonne sonore dei miei miti cinematografici (ma non solo): "Il Gladiatore"; "Braveheart - Cuore Impavido"; "The Patriot - Il Patriota". Adoravo quella musica che mi ricordava le battaglie, il cuore che palpitava davanti all'onore di un antico romano, o al grido di libertà del popolo scozzese, o alle cannonate della Guerra d'Indipendenza americana.
Poi questa passione è maturata, è cresciuta con me fino a diventarmi molto familiare (non uso quella parola inglese che sa di fredda schedatura, "hobby"). Da pellicole strettamente storiche, ora il mio repertorio spazia da commedie a film drammatici. Sempre seguendo loro, le note di cui spesso non ci accorgiamo nemmeno, ma che sono l'impronta segreta di ogni scena. E che io seguo, a breve distanza e in punta di piedi.
La colonna sonora è la rilegatura di un film, il profumo delle sua pagine; colonna sonora significa respiro, ciò che molto spesso carica di epos una scena che altrimenti sarebbe orizzontale. Quella melodia la eleva, la verticalizza. Anche lessicalmente parlando, "colonna sonora" è un nome che adoro: "colonna" un termine se si vuole pesante, quasi duro; e poi l'aggettivo "sonora", che fa dimenticare ogni cosa, che rende tutto immateriale e palpabile al tempo stesso, delicato e deciso, e trasforma quella colonna nello stelo di una rosa.
Ma facciamo qualche esempio, o resta tutto troppo astratto e idilliaco: le atmosfere country di "Una canzone per Bobby Long", in particolare "Washboard Lisa" di Grayson Capps, poggiano sugli accordi di chitarra, dal bar alla festa per la figlia; la chitarra acustica di Kymia Dawson in "Juno" fa miracoli per l'orecchio ed il cuore, delicata, mai indiscreta, sempre sulle corde dell'anima ma non con sentimentalismo, direi piuttosto con una pacca sulla spalla ed un bacio sulla guancia, una per tutte "Anyone else but you"; la batteria ed i suoni elettrici di "Lost in Translation" valgono la bellezza dell'incontro in una Tokio notturna con una bella ragazza americana: perfetti. Da ascoltare andando in macchina di notte in una grande città (io l'ho fatto a Torino), in particolare "City Girl" e la mitica "Just Like Honey", profumo sonoro di uno dei finali più belli. C'è poi la colonna sonora assai bizzarra di "Un'Ottima Annata", atmosfere da bar estivo parigino, anni passati, e in generale da campagna d'Oltralpe. Dolcissimi i violini e il pianoforte di "Wisdom", scena finale. Spassosi, da lieto fine con cena al tramonto. In ultimo, se no vi annoio, i tamburi da cardiopalma di "Apocalypto", talmente coinvolgenti che ti sembra di dover nasconderti sugli alberi per evitare di essere preso. Scene da batticuore, altrimenti rilassanti: dipende da come vuoi ascoltarle.
Ne avrei altre da segnalare, da raccontare, ma penso che possa bastare. Ora tengo d'occhio "Once". Prima però vedrò il film, riguardo al quale ho letto che la colonna sonora è veramente significativa.
Difatti prima guardo sempre i film, e dopo vado a caccia della loro colonna del suono.
Difatti i miei primi cd, fin dalla fine delle elementari furono le colonne sonore dei miei miti cinematografici (ma non solo): "Il Gladiatore"; "Braveheart - Cuore Impavido"; "The Patriot - Il Patriota". Adoravo quella musica che mi ricordava le battaglie, il cuore che palpitava davanti all'onore di un antico romano, o al grido di libertà del popolo scozzese, o alle cannonate della Guerra d'Indipendenza americana.
Poi questa passione è maturata, è cresciuta con me fino a diventarmi molto familiare (non uso quella parola inglese che sa di fredda schedatura, "hobby"). Da pellicole strettamente storiche, ora il mio repertorio spazia da commedie a film drammatici. Sempre seguendo loro, le note di cui spesso non ci accorgiamo nemmeno, ma che sono l'impronta segreta di ogni scena. E che io seguo, a breve distanza e in punta di piedi.
La colonna sonora è la rilegatura di un film, il profumo delle sua pagine; colonna sonora significa respiro, ciò che molto spesso carica di epos una scena che altrimenti sarebbe orizzontale. Quella melodia la eleva, la verticalizza. Anche lessicalmente parlando, "colonna sonora" è un nome che adoro: "colonna" un termine se si vuole pesante, quasi duro; e poi l'aggettivo "sonora", che fa dimenticare ogni cosa, che rende tutto immateriale e palpabile al tempo stesso, delicato e deciso, e trasforma quella colonna nello stelo di una rosa.
Ma facciamo qualche esempio, o resta tutto troppo astratto e idilliaco: le atmosfere country di "Una canzone per Bobby Long", in particolare "Washboard Lisa" di Grayson Capps, poggiano sugli accordi di chitarra, dal bar alla festa per la figlia; la chitarra acustica di Kymia Dawson in "Juno" fa miracoli per l'orecchio ed il cuore, delicata, mai indiscreta, sempre sulle corde dell'anima ma non con sentimentalismo, direi piuttosto con una pacca sulla spalla ed un bacio sulla guancia, una per tutte "Anyone else but you"; la batteria ed i suoni elettrici di "Lost in Translation" valgono la bellezza dell'incontro in una Tokio notturna con una bella ragazza americana: perfetti. Da ascoltare andando in macchina di notte in una grande città (io l'ho fatto a Torino), in particolare "City Girl" e la mitica "Just Like Honey", profumo sonoro di uno dei finali più belli. C'è poi la colonna sonora assai bizzarra di "Un'Ottima Annata", atmosfere da bar estivo parigino, anni passati, e in generale da campagna d'Oltralpe. Dolcissimi i violini e il pianoforte di "Wisdom", scena finale. Spassosi, da lieto fine con cena al tramonto. In ultimo, se no vi annoio, i tamburi da cardiopalma di "Apocalypto", talmente coinvolgenti che ti sembra di dover nasconderti sugli alberi per evitare di essere preso. Scene da batticuore, altrimenti rilassanti: dipende da come vuoi ascoltarle.
Ne avrei altre da segnalare, da raccontare, ma penso che possa bastare. Ora tengo d'occhio "Once". Prima però vedrò il film, riguardo al quale ho letto che la colonna sonora è veramente significativa.
Difatti prima guardo sempre i film, e dopo vado a caccia della loro colonna del suono.
D'altronde, apprezzi di più il profumo di una ragazza, di un'amica, quando ce l'hai davanti e la guardi negli occhi; respiri con più piacere le pagine di un libro quando lo sfogli con le dita. Così pure per le pellicole e la loro anima sonora. E questo vale come Viva la Vida.
1 commento:
Giacomo?!?! mio dio, diventerai uno scrittore, vero?? Diventa ciò che vuoi, ma, davvero, lasciati dire che riesci a piegare la parola in un modo splendido. coltivi il gusto della parola..un esteta della parola. Come ti è venuto quello che hai scritto sulla "colonna sonora"? belle le suggestioni delle colonne sonore. Quest'estate proverò a farci caso:)
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