martedì 24 giugno 2008

Se una sera voci di donna, finestre illuminate ed echi di violini

"Erano le fatue inconscie crudeltà di Lagorio, a cui tutti erano abituati. Ma dietro le sue parole, comparve ai compagni l'immagine della lontana città con i suoi palazzi e le chiese immense, le aeree cupole, i romantici viali lungo il fiume. A quell'ora, pensavano, doveva esserci una sottile nebbia e i fanali davano una tenue luce giallastra, a quell'ora nere coppie per le vie solitarie, grida di cocchieri dinanzi alle vetrate accese dell'Opera, echi di violini e di risa, voci di donna (dai tetri portali delle ricche case), finestre illuminate a incredibili altezze, fra il labirinto dei tetti; l'affascinante città con i loro sogni di giovinezza, le sue ancora sconosciute avventure". ("Il deserto dei Tartari", Dino Buzzati, ediz. Oscar Mondadori Classici Moderni, pag. 52).






Nessun commento: