
Questo è un film che mette di buonumore. Già perché potrebbe benissimo essere una storia letta sui giornali. Ha vinto l'Oscar per la sceneggiatura, e non è male per una pellicola girata quasi interamente fra le case a schiera tipicamente americane. Ellen Page interpreta Juno, un'adolescente della mia età che dopo aver accettato l'invito del compagno di classe ("part-time lover and full-time friend") a fare sesso con lui si ritrova "incasinata fino al collo". Si perché "I'm pregnant, sono incinta". Forse dal trailer, almeno quello italiano, può sembrare una commediuccia volgarotta fatta con un budget minimo che si fa strada a battutacce e narcisismo di adolescenti troppo adulti e (certi) adulti troppo adolescenti. Palle.
Intanto perché gli attori sono straordinari, oltre ad Ellen Page c'è Michael Cera che interpreta l'amico-padre, Paulie Bleecker. Ecco Bleecker è il classico adolescente un po' ingenuotto, fa atletica nella sua scuola, suona la chitarra e ha voluto sentirsi grande "facendolo" su una poltrona con la sua amichetta. "Tutto è iniziato con una poltrona" è la prima frase del film, pronunciata da Juno.
Ma ci sono anche i grandi, quelli veri. Il padre di lei, con la sua premurosa seconda moglie, due personaggi che accompagneranno Juno nel suo percorso; e poi Vanessa (Jennifer Garner), con suo marito, la coppia che mette annunci sul giornale per adottare un bambino, ai quali risponderà la nostra eroina.
Difatti Juno subito pensa ad un aborto facile e veloce, assieme alla sua amica. E la scena della clinica femminista per aborti è spettacolare: andandoci, Juno incontra una sua compagna pro-life, brutta, col cappello, gli occhiali ed una voce roca che urla: "Tutti i bambini vogliono venire al mondo". Lei ci scambia due parole sui compiti e poi tira dritto. Ma, nella squallida clinica (vedere per credere), le rimbomba nella testa la frase che la sua compagna urlava "Tuo figlio ha già le unghie". Juno in sala d'attesa non può far altro che vedere e sentire solo unghie: chi si gratta, chi se le taglia, chi le batte sul tavolino... scappa.
Con la sua amica trovano la coppia sul giornale e tutto il film è la storia della vita di lei che porta avanti la gravidanza, fra mille difficoltà ma con la certezza di aver fatto la scelta giusta. I maschietti non ci fanno bella figura (ecco l'aborto maschio): Bleecker se ne lava un po' le mani, tanto non deve andare in giro come un "pianeta"; e il marito di Vanessa si rivelerà uno stronzo, lasciandola proprio quando il "gamberetto" è in dirittura di arrivo.
Ma gustatevi il film, un capolavoro di buonumore. E poi c'è Juno, un'adolescente da impazzire. Vorrei tanto poterla invitare a cena, ma non importa. Il linguaggio è quello della strada, come la storia: quasi una favola moderna. Pure con il lieto fine: "Forse bisognerebbe innamorarsi prima di riprodursi". Già.
La colonna sonora è sublime, chitarra acustica a non finire, grazie a Kymia Dawson. Da gustare pure quella.
Si, lo ammetto, sono innamorato di questo film. Sarà tutto questo schitarrare dolce; saranno le scarpe chiodate di Bleecker che corre in clinica subito dopo la gara; saranno le calze a righe di lei durante il parto.
Sarà che, sotto sotto, pure in questo film c'è un omaggio al supremo mistero di quella creatura stupenda che è la donna, cioè il dono di dare la vita. Anche se "è meglio non avere fretta di diventare grandi".
Intanto perché gli attori sono straordinari, oltre ad Ellen Page c'è Michael Cera che interpreta l'amico-padre, Paulie Bleecker. Ecco Bleecker è il classico adolescente un po' ingenuotto, fa atletica nella sua scuola, suona la chitarra e ha voluto sentirsi grande "facendolo" su una poltrona con la sua amichetta. "Tutto è iniziato con una poltrona" è la prima frase del film, pronunciata da Juno.
Ma ci sono anche i grandi, quelli veri. Il padre di lei, con la sua premurosa seconda moglie, due personaggi che accompagneranno Juno nel suo percorso; e poi Vanessa (Jennifer Garner), con suo marito, la coppia che mette annunci sul giornale per adottare un bambino, ai quali risponderà la nostra eroina.
Difatti Juno subito pensa ad un aborto facile e veloce, assieme alla sua amica. E la scena della clinica femminista per aborti è spettacolare: andandoci, Juno incontra una sua compagna pro-life, brutta, col cappello, gli occhiali ed una voce roca che urla: "Tutti i bambini vogliono venire al mondo". Lei ci scambia due parole sui compiti e poi tira dritto. Ma, nella squallida clinica (vedere per credere), le rimbomba nella testa la frase che la sua compagna urlava "Tuo figlio ha già le unghie". Juno in sala d'attesa non può far altro che vedere e sentire solo unghie: chi si gratta, chi se le taglia, chi le batte sul tavolino... scappa.
Con la sua amica trovano la coppia sul giornale e tutto il film è la storia della vita di lei che porta avanti la gravidanza, fra mille difficoltà ma con la certezza di aver fatto la scelta giusta. I maschietti non ci fanno bella figura (ecco l'aborto maschio): Bleecker se ne lava un po' le mani, tanto non deve andare in giro come un "pianeta"; e il marito di Vanessa si rivelerà uno stronzo, lasciandola proprio quando il "gamberetto" è in dirittura di arrivo.
Ma gustatevi il film, un capolavoro di buonumore. E poi c'è Juno, un'adolescente da impazzire. Vorrei tanto poterla invitare a cena, ma non importa. Il linguaggio è quello della strada, come la storia: quasi una favola moderna. Pure con il lieto fine: "Forse bisognerebbe innamorarsi prima di riprodursi". Già.
La colonna sonora è sublime, chitarra acustica a non finire, grazie a Kymia Dawson. Da gustare pure quella.
Si, lo ammetto, sono innamorato di questo film. Sarà tutto questo schitarrare dolce; saranno le scarpe chiodate di Bleecker che corre in clinica subito dopo la gara; saranno le calze a righe di lei durante il parto.
Sarà che, sotto sotto, pure in questo film c'è un omaggio al supremo mistero di quella creatura stupenda che è la donna, cioè il dono di dare la vita. Anche se "è meglio non avere fretta di diventare grandi".
2 commenti:
bella recensione Giacomo
questo film lo voglio vedere.
a proposito
ti consiglio un libro
"tutto per una ragazza" di Nick Hornby.
dovrebbe piacerti^
Il destino vuole che anche io l'abbia adocchiato (si dice così??). Allora mi sa che lo prenderò, avevo letto un paio di recensioni. Grazie.
Jacques
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