domenica 29 giugno 2008

Il mare, la telefonata, il libro e la carità in Cristo

Avete mai provato a guardare il mare a testa in giù? In riva, sulla spiaggia: tutto è capovolto, vedi il cielo calmo sopra di te e la schiuma delle onde che ti invade i capelli, mentre cerchi di proteggerti gli occhi. E' come se fosse il cielo che ti accarezza la testa.
Adesso, invece, scorgo dalla finestra un'atmosfera strana. Pioviggina, ma le gocce stesse sono in balia di un leggero venticello. Nuvoloni, anche bassi, tagliati da un arcobaleno. E la luce del sole che filtra bianca e dorata fra le fessure grigie. Ora è tutto coperto.
Oggi è un bel giorno.

Sono in cerca di un libro corposo, come storia e possibilmente come spessore di pagine. Forse lo troverò; magari a NY, in inglese. Intanto devo leggere "L'ultimo crociato - Il ragazzo che vinse a Lepanto", e ringrazio chi me lo ha vivamente consigliato, durante una lunga, bellissima telefonata pomeridiana. Grazie.
E subito dopo aver riattaccato la cornetta ho sentito una flebile luce d'ispirazione per un certo lavoretto, i cui frutti spero abbiate tempo di ammirare. Ma mi fermo, fa parte del mio saluto, della sorpresa.

Telefonate, letture, idee, pioggerella estiva. Viva la Vida.




"Se avrò avuto il dono della profezia e conosciuto tutti i misteri e tutte le scienze: e se avrò avuto tale fede da far muovere le montagne, e mi sarà mancato la carità, io sono nulla" (San Paolo)




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