giovedì 19 giugno 2008

Il profumo della Storia


Quando non ho un libro da leggere non mi sento tanto bene. Adoro tutti i libri che ho in camera mia, le file, le doppie file, le sezioni: Storia militare; Novecento e attualità; Narrativa; Classici... e poi riconoscere le edizioni dal loro profumo. Si, un po' fa ridere, però è vero che il profumo è una componente importante, come la rilegatura e la copertina. Riconoscere al tatto un Mondadori Oscar BestSeller, un sobrio Einaudi, la copertina liscia e molle di un Feltrinelli. D'estate ho voglia di romanzi, non di libri-tormentone-dell'estate (ma se per grazia di Dio uno di questi è decente allora ben venga), ma di romanzoni, di grandi classici. L'anno scorso lessi "Insciallah" di Oriana Fallaci, un superbo romanzo, l'Iliade dei soldati italiani a Beirut negli anni Ottanta. Superbo davvero. Tantissime pagine, copertina oro della collana Bur "Opere di Oriana Fallaci". Ed il suo profumo, persistente tuttora credetemi, rappresenta per me il campeggio con gli amici di Valle Mosso a Sestri Levante. Profumo cartaceo, ricordo indissolubile.
In effetti, però, il mio desiderio era di leggere il Don Chisciotte, e difatti me lo sono fatto imprestare da mia nonna. Però è ostico per quanto riguarda proprio il modo di scrittura, assolutamente barocco, quasi alla Anonimo manzoniano. Forse non è il momento giusto. No, lo inizierò un'altra volta.
Mi affascinano gli scrittori francesi del Sette-Ottocento, Victor Hugo e compagnia bella. Chiederò consigli ad un'amica, con la quale dovrò trovarmi per un "caffè letterario" in questi giorni.
Intanto ieri sera mi sono buttato. Ero un po' arrabbiato per una faccenda che sicuramente (spero) è molto meno di quel che sembra, e così, affamato di pagine e dolcemente irato per i fatti di cui sopra, mi sono lanciato alla disperata ricerca di un libro. A volte ne risfoglio di già letti per cercare di farmeli piacere così che li riprenda, ma stavolta no. Mi ero addirittura dimenticato che dovevo leggere Il Foglio.
E sapete che ho scelto? Sezione Classici, ero tentato di riprendere le Storie di Erodoto, eterna leggenda della mia scuola media, però poi ho preferito qualcosa che invece non avevo mai letto: Senofonte. O meglio, di lui ho già letto l'Anabasi, ma avevo lì vicino due volumi della "Ciropedia" comprati in super offerta in una piccola libreria di Milano, avendo poco tempo e con la macchina di un amico (mitico Dado!) parcheggiata fuori non proprio bene. Era l'anno scorso.
Ho cominciato a leggere fino alla metà del primo volume, secco secco. E' la storia dell'educazione di Ciro il Grande, colui che fondò l'Impero persiano.
Quanti ricordi. Le storie antiche, il modo di scrivere di quegli autori, il sano epos che tratta di paesaggi lontani lontani e di uomini come noi. Un tuffo nel passato. Non solo della Storia, ma anche mio. In luoghi e racconti per i quali si può spendere una vita.
Ma questo un'altra volta.


Viva la Vida è accendere a Oropa una candela per gli amici maturandi.
Viva la Vida è volersi arrabbiare e non riuscire, e allora leggere fino a notte fonda Senofonte.

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