venerdì 19 settembre 2008

Questa pazza, alta, altissima febbre da uomini liberi: febbre di vita



... ovvero, cronaca di una lettura tardi tardi nella notte, e di divani pieni illuminati per leggere.

"Uomini liberi". Questo numero della rivista "Tracce" è veramente una sorgente d'acqua fresca. Vita e storia di gente comune che si è scoperta protagonista. Innanzitutto si tratta del Meeting di Rimini, evento unico nel panorama culturale italiano e non solo, dove, fra stand, padiglioni e ristoranti, puoi trovare seduti ad uno stesso tavolo un musulmano, un cattolico, un anglicano a discutere di dialogo e convivenza: altro che "multiculturalismo-volemose-bbene"; dove trovi una malata di Aids che ha riscoperto se stessa in un incontro nel quale le è stato detto "Tu hai un valore più grande della tua malattia", ed ora non è definita da nessuna circostanza, tantomeno da un virus; dove trovi scienziati che si scoprono abbracciati, protagonisti, pienamente se stessi nello studio dell'universo, del reale: a caccia della bellezza; carcerati, poi, gente che dovrà passare tutta la vita in galera, dietro le sbarre, che ride canta e balla perché "la libertà non dipende da circostanze esterne, ma da un cuore che, grazie ad un incontro, riprende coscienza di sé". Carcerati che ballano con i loro carcerieri! E spiegano una mostra. Ci credereste, amici miei? E Marco Bersanelli, un astrofisico, uno che progetta satelliti per lo spazio ecc. ecc., che ti racconta di come l'uomo "torna ad essere protagonista quando torna ad essere mendicante, a mendicare il suo traguardo, il suo destino". Mi ricorda queste due prime lezioni di filosofia, a scuola, dove introducendo la materia si è insistito sullo stupore, sulla meraviglia: la realtà c'è, io ci sono. E su come l'inizio del percorso di conoscenza si trovi nel riconoscere la prorpia ignoranza. E questo cosa vuol dire? Se si stringe ancora di più? Riconoscere la propria ignoranza, cioè riconoscersi bisognosi di tutto. Mendicanti!! Finalmente toccati sul vivo! Altro che lezioni a leggere articoli di certi preti-poco-preti (vedi Messe rock) scaricati da www.partitodemocratico.it, nevvero? Compagni, dovevate vedere le vostre facce!
"La storia? La fa il mendicante".
Poi si parla di un altro protagonista, un'altro ex prete-poco-prete che è stato cambiato da suoi studenti con questa provocazione: "Professore, non è così che lei cambia il mondo, il mondo cambia se cambia lei, e lei cambia se si lascia amare da Gesù". E lui ha detto si, fino in fondo, fino in Paraguay, fino alla Missione, alla vita per gli altri. Non per assistenzialismo, per autocompiacimento, ma per Cristo. E il mondo l'ha cambiato, credetemi.
Tutti uomini, tutte donne, tutti figli che hanno detto si. Tutti che hanno fatto ciò che in questo mondo è considerato stupido e lesionista, cioè seguire: hanno seguito Qualcuno più grande di loro, che attraverso le trame della loro vita li ha chiamati. E guarda caso, seguendo, si sono trovati veramente uomini, veramente se stessi.
E per questo non bisogna "credere"! Un mio carissimo amico, sul Meeting, "Beh, per chi crede, bello". Ma come! Basta guardare. "Quello che abbiamo visto", titola il primo articolo sul Meeting: non si può ridurre a schema, mettere a guinzaglio la vita che cresce, che cambia.
Basta guardare.

"L'obbedienza che ci fa camminare", l'articolo sul pellegrinaggio verso la Madonna di Czestochowa di migliaia di ragazzi, di uomini e donne che seguono una strada. E, dopo giorni di cammino, esperienze, conoscenze, silenzi, canti e preghiere, "il meglio ed il peggio di voi", finalmente sopra la collina la visione del Santuario. Non l'ho visto io, non ancora, ma l'ho già gustato negli occhi dei miei amici.

Ma ve l'ho detto o no che questo "Tracce" è una sorgente d'acqua fresca per la ragione e la vita dell'uomo?

"Febbre di vita", che cos'è che fa un uomo veramente libero? Dona tutto se stesso, facendo innamorare di Cristo centinaia di altri uomini. La vita di Andrea Aziani è stata questo. Da Abbiategrasso al Perù, all'amore per un popolo fatto di amore ai volti ed al destino di gente che, pur non sapendolo, non aspettava altro. Febbre di vita.
Potendo riporterei tutto qua sopra, l'intera rivista. Ma non posso. E' poi è sera, devo andare a fare altro. Avevo solo bisogno di scaricare sulla tastiera tutta questa carica di energia, di vita, di febbre da uomini liberi.

Brr, che brivido. Musica dei Blues Brothers, presente? Si, un bella carica! Che voglia di suonare 'sta armonica...
Per l'intanto, cari amici miei, s'avvicina il giorno dei miei natali, il giorno dell'Apostolo Matteo.
A volte mi manca l'America, a volte vorrei poter stare al telefono dieci ore, a volte mi andrebbe di prendere, correre correre correre fino a stancarmi morto. Altre invece vorrei andare a scuola e stare fino in fondo con i miei compagni. Uscire. Oh, ed una libreria! Da quanto non ci entro!! Libri libri, cartaceo, profumo di stampe!
E adesso ho voglia solo di far salire, salire, salire sempre sempre più questa febbre libera, questa febbre di vita. Mendicando tutto a Colui che tutto mi ha dato.

Ah, "Tracce", rivista per chi non vuole stare tranquillo.

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