domenica 8 febbraio 2009

"Mora veloce... che non turbi tutta la gente"

Ma se non ci si batte per la vita, per cosa allora?
Poi si lamentano della generazione senza valori, dei giovani d'oggi che vivono di noia e disperazione, di un mondo che va a rotoli; facciamo le Giornate della Memoria "perché non accada mai più", e poi lasciamo morire i disabili come fecero nella Germania di allora. Dicono che la politica non deve interessarsi di questo, ma se la politica non parla della vita, allora di che cosa deve parlare? La Vigilanza Rai può aspettare.
E a questo Governo, io applaudo: la legge è fatta per l'uomo, non l'uomo per la legge. Anche a Berlusconi, sempre anarchico su questi temi, ebbene stavolta dico davvero grazie: ne avrai fatte anche, ma questo coraggio te lo riconosco tutto.
Quello che sta succedendo è gravissimo, e io non posso che provare pena per tutti coloro che vanno in piazza a chiamare Eluana "cosa morta". Pena, e profonde lacrime. A quelli che parlano di sudditanza alla Chiesa e di Stato laico, dico soltanto "Aprite gli occhi!", talmente foderati dall'ideologia da non capire che è un problema di umanità, non di fede. Non di fede. Ma di chi ha ancora uno sguardo umano.
Qui si svelano "i pensieri di molti cuori", come al Golgota, come davanti a Cristo. L'unico spartiacque in questa vicenda è fra chi riconosce un Mistero nella vita e chi no. Fra chi chiama le cose con il loro nome e chi parla di "dolce" morte.
E io non posso fare altro che pregare e dire "Aprite gli occhi!", davanti al mondo che va in piazza a suicidarsi.


"Mora 'l falso, mora veloce;
sbrigatamente sia posto in croce
che non turbi tutta la gente"















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