| di EDOARDO RIALTI
Cosa vuol dire amare davvero? E' davvero possibile trovare e donare l’amore? E qual’è il nostro autentico volto, la nostra identità ultima e segreta? Qual é l’ultima parola sul cammino doloroso della vita, e su tutti i rapporti che in essa nascono, si sviluppano e portiamo nel cuore? Sono queste le domande che percorrono A viso scoperto, l’ultimo romanzo di C.S. Lewis, il grande convertito autore delle Cronache di Narnia e delle Lettere di Berlicche, scritto nei pochi anni di matrimonio trascorsi con l’amatissima moglie Joy sotto la perenne minaccia del cancro di cui poco dopo ella morirà; si tratta del libro che Lewis stesso amava di più, e che tutti i suoi più profondi conoscitori estimatori (dal suo segretario e curatore Walter Hooper, a Thomas Howard, al filosofo Peter Kreeft o allo scrittore M.D. O’ Brien) considerano il suo capolavoro, e che Jaca Book ha recentemente riedito in Italia, laddove questa storia resta ancora ingiustamente poco nota, persino tra i lettori di Lewis. Per raccontare, secondo le sue stesse parole, la visione – e la devastazione – che una vocazione, o anche una fede, produce nella vita di un uomo, Lewis decide di rinarrare uno dei miti antichi che gli erano più cari e che l’aveva colpito fin dalla giovinezza, la storia di Amore e Psiche nelle Metamorfosi di Apuleio. Ma secondo un’altra, inaspettata prospettiva, che ci obbliga ad abbassare le difese di una presunta distanza e che ci coinvolge in modo nuovo e sorprendente, quella di Orual, la sorella brutta e gelosa di Psiche: è lei, amaraggiata e colma di rancore per essersi sentita sempre esclusa dalla felicità vera ed autentica, a raccontare in un lungo monologo la propria accusa rabbiosa contro il misterioso Dio che ha sconvolto ed umiliato per sempre la sua vita, portandole via l’amatissima sorella. Perchè, perchè Costui l’ha fatto, con quale pretesa? E chi è Costui? Ma tutto ciò porta un’altra, segreta domanda, che il ripercorrere gli eventi alla luce del ricordo farà lentamente emergere, nella coscienza della narratrice, e del lettore. Chi infatti accetta di ascoltare la voce di Orual si troverà coinvolto in cammino doloroso e struggente di purificazione, al termine del quale ci scopriamo cambiati assieme ai suoi protagonisti: Orual, Psiche, Volpe (uno dei più commoventi tributi che siano stati resi alla saggezza antica, con la sue grandezze ed i suoi limiti), il valoroso Bardia, il re brutale Trom e la frivola Redival; seguendo il corso degli eventi e delle relazioni di quel mondo lontano eppure vivissimo, evocati da Lewis con la sua impareggiabile potenza narrativa, siamo aiutati a scendere nel cuore profondo di noi stessi, a fronteggiare i nostri desideri, le nostre paure, e quell’ultima disperazione di poter incontrare e vivere l’amore autentico per la quale siamo portati alla tentazione della falsa possessivite delle menzogne. Anche noi, come la protagonista, vi iniziamo a morire prima di morire: usciamo dalle misure e dalle prigioni delle false risposte per addentraci sempre più nelle regioni dell’amore, della fiducia, del dono di sè. Eccoci scoprire di non avere ancora un volto, di essere ciechi a noi stessi e agli altri, ma che esiste uno Sguardo che ci conosce e ci ama, e nel quale è possibile trovarci, e donarci. Con questo racconto avvicente Lewis, a differenza di altre sue opere, ci ha donato molto più di una profonda allegoria: egli ha consegnato un autentico mito cristiano, una storia colma di significato che trafigge il cuore e lo spalanca a ricevere ciò a cui tutti segretamente aspiriamo. |
3 commenti:
grazie di aver messo questo articolo!!!! non sapevo che Edo avesse recensito recentemente il libro...anche se non molto tempo fa mi ero accorta che era stato finalmente rieditato! finalmente, era introvabile..infatti quando ero a NY l'ho preso in inglese!! Ed effettivamente è molto molto bello.
Eh eh, il buon Edo è stato il primo passo per la mia conversione, proprio parlando di Lewis... E a quanto vedo non ha perso nè smalto nè carisma. Scusa se sono stato assente per un po' ma il mac non mi riconosceva più l'account.
PS: commento all'immagine d'entrata nuova: è meravigliosa, non credevo che ci fosse qualcosa che poteese reggere il confronto con la Saint Chapelle
Posta un commento