Esce oggi sull'Eco di Biella con questo titolo il mio articolo di presentazione alla mostra "... E quindi uscimmo a riveder le stelle - Incontrare la scienza in compagnia di Dante", esposta nella mia scuola.
Non pensavo che sarebbero nate così tante cose da quel "Incipit vita nova" letto in classe.
Ed è solo l'inizio...QUANTA SCIENZA TRA LE RIGHE DI DANTE
In mostra al Liceo la Divina Commedia fra uomo e universo
di
Giacomo Berchi
Chi avrebbe mai detto che in quell’immensa cattedrale di umanità che è la “Commedia” dantesca si potesse trovare qualcosa di interessante sul fronte scientifico per l’uomo di oggi ? Scienza. Già, perché concedere qualcosa da questo punto di vista non solo a Dante, ma addirittura al Medioevo ci sembra assurdo e completamente antistorico. Ma i fatti dicono il contrario. Per l’uomo di allora, l’interrogativo sul reale, dal filo d’erba alle galassie era come una tensione naturale, che lo lanciava verso la scoperta del mondo. Il genio di Dante ha colto, maturato e sviluppato i frutti di un’epoca che, anche dal punto di vista scientifico, è stata non solo importante ma di base. Quel che di quell’epoca stupisce ancora oggi è l’atteggiamento proteso verso la realtà che, fra le altre cose, ha reso possibili interessanti e fondamentali sviluppi dal punto di vista scientifico.
E’ ormai accettato da tutti gli studiosi, sebbene fatichi a farsi largo nell’idea comune, che già nel Medioevo quello che oggi consideriamo un atteggiamento scientifico fosse non solo presente, ma ben vivo e diffuso. “… E quindi uscimmo a riveder le stelle. Incontrare la scienza in compagnia di Dante”, la mostra dell’Associazione Euresis ora esposta al Museo Roccavilla al Liceo Classico, con guide alcuni studenti formati da uno dei curatori, il prof. Gargantini, spazia su di un panorama affascinante e largamente sconosciuto, almeno per il grande pubblico. E’ una mostra curata da scienziati, non da dantisti, e, si badi bene, con nessuna forzatura: non si vuole certo far di Dante uno scienziato. Tuttavia le sorprese sono numerose. I venti pannelli della mostra seguono un percorso preciso. Si inizia con un’introduzione sul contesto in cui l’opera dantesca si sviluppa, un contesto creativo e dinamico, quello medievale, interessato alla realtà. Dopo aver osservato come nel II canto del Paradiso, Dante e Beatrice usino magistralmente i procedimenti del metodo scientifico, nei pannelli centrali si spazia sui vari campi della scienza toccati nell’opera, dalla logica aritmetica ai moti relativi. Infine, nell’ultima parte, la mostra sviluppa il passaggio più affascinante: la cosmologia dantesca. Gli studiosi hanno osservato come l’idea di universo in Dante superi la geometria euclidea, in modo tale da non poter essere interpretata se non attraverso la relatività di Einstein. Infatti, nella “Commedia”, apparenti contraddizioni inspiegabili per la concezione del tempo hanno portato gli scienziati d’oggi a dover ammettere, incredibilmente, una misteriosa analogia fra la cosmologia moderna e il quadro dell’universo composto nelle tre cantiche.
Ma la mostra va oltre. Non si limita a una pura rassegna di considerazioni e dati e si lancia in un giudizio. Perché in gioco c’è l’uomo, anche qui. Se, come ovvio, nei contenuti la scienza dantesca non giova a molto a noi moderni, può invece tornare utile, per non dire umanamente interessante, lo sguardo, l’approccio che Dante, e con lui il Medioevo, hanno dimostrato verso la realtà, base per ogni ricerca scientifica. All’isolamento delle branche della scienza moderna, che nel loro concentrarsi su singoli aspetti della realtà hanno smarrito la visione della totalità, Dante risponde con un abbraccio cosmico, dove ogni particolare del reale, nella sua specificità, è indagato a partire da un amore ed un interesse possibili grazie a uno sguardo stupito di fronte al quadro d’insieme. E ciò è uno sprone ad un indagine vera, cioè umana. Dante, nella sua opera, è stato letterato, poeta, storico, perfino scienziato, senza mai dover censurare la sua domanda di uomo, anzi proprio a partire da essa. Oggi soprattutto, la scienza ha bisogno di uomini appassionati alla realtà in tutti i suoi fattori, protesi e lanciati nella scoperta a partire da uno stupore umano.
Se sarete quello che dovete essere metterete fuoco in tutto il mondo. S. Caterina da Siena
lunedì 27 aprile 2009
"Quanta scienza tra le righe di Dante"
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4 commenti:
ma Giaki mi stupisci!! pure un articolo di giornale...bravo!!! bella l'idea di portare a scuola la mostra, la spieghi anche?
Bellissimo!!! Complimenti!!!
Sei un grande .... che bello che ci sia qualcuno che si gioca cosí dentro ogni cosa!!!
Un abbraccio
Si si, certo, la spiego anche. E forse stiamo organizzando tipo una serata con il Centro Culturale dove la presento. Tante cose davvero...!!
Eh eh è stato anche grazie al mio babbo. Ehi non hai messo in rosso le parti censurate!
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