domenica 13 marzo 2011

Vandea, 13 marzo 1793

Stained glass window of the Sainte-Gemme church in Sainte-Gemme-la-Plaine presenting Jean Ripoché defending a cross against French republican soldiers


"Marzo 1793: la Vandea Militare (770 comuni, ripartiti su 10mila chilometri quadrati e 4 dipartimenti: il nord della Vandea e le Deux-Sévres, il Sud del Maine-et-Loire, e la Loira Inferiore) insorge come un sol uomo, prendendo le armi contro la Convenzione di Parigi. Per spiegare l'origine di questa sollevazione sono state avanzate un certo numero d'ipotesi, ma la verità s'impone da sé. Gli abitanti della regione avevano a lungo subito conculcazioni e vessazioni, e dunque insorgevano a difesa di quanto avevano di più caro: in senso lato la libertà, specificamente la libertà di credere. A questo, infatti, si opponeva decisamente la Convenzione, che mirava a creare un ordine sociale e politico completamente nuovo. L'unica alternativa rimaneva dunque quella della resistenza armata, secondo i princìpi già definiti dalla filosofia di san Tommaso d'Aquino e poi ripresi anche nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, del giugno 1793, all'articolo 35: "Quando il governo viola i diritti del popolo, l'insurrezione é, per il popolo e per qualunque parte di esso, il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri".

L'elemento scatenante fu però indiscutibilmente la coscrizione di quel marzo 1793. La Francia, dichiarata guerra allo straniero il 20 aprile 1792 allo scopo di esportare la Rivoluzione, aveva patito una serie di sconfitte così cocenti per numero e gravità che, onde fronteggiare le invasioni derivatene, decise di arruolare 300mila nuovi uomini. Della coscrizione vengono incaricate le municipalità, che scelgono soprattutto fra gli oppositori della rivoluzione. Ai vandeani non rimane dunque che scegliere fra l'arruolamento a difesa di un regime odiato che dà la caccia ai loro sacerdoti, ai loro parenti e ai loro amici, finendo peraltro così per lasciare ancora più indifese le proprie genti di fronte al potere abusivo dello Stato, e la resistenza armata."

Reynald Secher, Vandea 1793-1794 da StoriaLibera.it

 
"Jacques è venditore ambulante. Attraversa il paese, i villaggi e le fattorie a vendere pettini e saponette, filo e aghi, lana e fazzoletti di Cholet, zucchero e sale, medaglie e corone del rosario, che vanno a ruba presso i suoi clienti angevini. Gioviale e servizievole, franco e leale, robusto e fine, con il volto vivace e dolce, la voce chiara e conquistante, vende la sua mercanzia e commenta le novità. Che sono cattive. La Costituzione Civile del clero vuol separare vescovi e sacerdoti da Roma e imporre loro il giuramento che a Le Pin come a La Chapelle-du- Genêt rifiutano. È l’ora della prova e della persecuzione. Cathelineau moltiplica i pellegrinaggi a Notre-Dame de Charité, a Saint-Laurent-de-la-Plaine e a Notre-Dame de Bon Secours a Bellefontaine. Di notte, con la croce processionale davanti, i parrocchiani supplicano la Vergine di conservare la fede cattolica: "Confido, Vergine, nel vostro soccorso". Un suo amico, don Cantiteau, ne è testimone: "Spesso solo lui era la guida, il conduttore di centinaia di persone che lo seguivano. Già sostenuto — come pare — da qualcosa di più che umano, percorreva avanti e indietro, per quindici o diciotto volte, tre leghe, cantando e facendo in questo modo il viaggio". Oggi non è un sacerdote a guidare la processione. Domani non sarà un nobile a guidare l’insurrezione. È Jacques Cathelineau, un laico, un semplice fedele, fedele alla sua fede e alla sua coscienza davanti a Dio e davanti agli uomini."

S. Em. Card. Paul Poupard, Jacques Cathelineau, "il Santo dell'Anjou", un combattente sotto lo stendardo del Re del Cielo




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