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Recupero dal blog della SCI, gli amici italiani di Chesterton, un paio di brillanti riflessioni del grande scrittore inglese riguardo alla favola bella del carpe diem, del godere l'istante. In questo periodo, a scuola, stiamo affrontando autori e correnti letterarie dove viene esaltata la Bellezza come valore assoluto, come nuova religione: tutto fugge, ma l'istante può essere reso grandioso dal culto del Bello. E' interessante giudicare a fondo le prospettive di un D'Annunzio piuttosto che di un Oscar Wilde riguardo al bello e al carpe diem; per prima cosa colpisce che i personaggi - simbolo di una vita dedita all'estetismo (Dorian Gray piuttosto che Andrea Sperelli) giungono tutti ad un esito tragico della loro vicenda. Gli stessi propugnatori dell'estetismo parlano di eroi esteti destinati al fallimento.
Eppure, confusamente, questi uomini hanno colto che davvero l'uomo é fatto per vivere l'istante con un valore eterno, davvero siamo fatti per il Bello. Per usare i termini del mio amico Kierkegaard, l'uomo estetico gode l'istante, é tutto prioettato nel presente e nel godimento del piacere, ma "la mezzanotte arriva per tutti" (Aut-aut) ed egli si troverà disperato per aver perso se stesso. Il presente, l'istante é però il terreno della vittoria del cavaliere della fede, di Abramo, dell'uomo religioso; nelle struggenti pagine di Timore e tremore Kierkegaard stesso parla dell'uomo che ha riguadagnato la realtà, il terreno, la bellezza in una maniera nuova e definitiva in virtù dell'Assurdo, direbbe il mio amico protestante, in virtù dell'esperienza carnale di Cristo dico io.
L'uomo religioso, il cavaliere della fede per dirla con Kierkegaard, gode l'istante come nessun esteta é in grado di fare; e se c'è qualche esteta fra i lettori di questo blog, spero proprio di averlo fatto solennemente arrabbiare.
Come direbbe Fabrice Hadjadj: il cattolico é il vero edonista.
Ecco allora che le parole del grande Chesterton possono aiutarci a capire come il carpe diem sia la filosofia degli uomini infelici. L'istante si gode per un rapporto eterno, non per un'affannoso afferrare.
"Walter Pater ha detto che noi siamo tutti condannati a morte e che la sola via possibile è di godere momenti squisiti in se stessi. La medesima lezione insegnava la filosofia, così potente e così desolata di Oscar Wilde. E‘ la religione del carpe diem; ma la religione del carpe diem non è la religione di persone felici, bensì di persone molto infelici. La grande gioia non coglie i boccioli di rosa finché può; i suoi occhi sono fissati sulla rosa immortale che Dante poté vedere. La grande gioia ha in sé il senso dell’immortalità; lo stesso splendore della giovinezza risiede nella sensazione di avere tutto lo spazio per distendere le gambe".
"L'amante ama il momento ma mai per se stesso. Ne gode in grazia della donna, o di se stesso. Il guerriero gode il momento, ma non per se stesso; lo gode per la sua bandiera. La causa per cui si leva la bandiera può essere sciocca o effimera; l'amore può essere un'infatuazione giovanile e durare una settimana. Ma il patriota pensa la bandiera come eterna; l'amante pensa il suo amore come qualcosa che non può finire. Questi momenti sono colmi di eternità; questi momenti sono gioiosi perché non sembrano momentanei. Guardateli per una volta come momenti al modo di Pater, e diventeranno freddi come Pater e il suo stile. L'uomo non può amare le cose mortali. Può solo amare cose immortali per un istante. L'errore di Pater si rivela nella sua frase più famosa. Egli ci chiede di ardere con una fiamma dura, simile a una gemma. Le fiamme non sono mai dure e mai simili alle gemme: non è possibile maneggiarle o sistemarle. Così, le emozioni umane non sono mai dure e mai simili alle gemme; sono sempre pericolose, come le fiamme, da toccare o anche solo da esaminare. C'è solo un modo per cui le nostre passioni possono diventare dure e simili alle gemme, vale a dire, diventando fredde come gemme. Nessun colpo, dunque, è stato mai vibrato agli amori e al riso naturali degli uomini, avvilente come questo carpe diem degli esteti".
Da "Eretici", GKC, Lindau

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