venerdì 13 marzo 2009

Diverbio su verità e superstizione, santi e poeti fra i lettori de "Il Foglio.it"


Verità e superstizione

Se non si trova un accordo preliminare sul significato delle parole che si usano (ad es."Dio" "Amore" "Vita" "Verità") è impossibile discutere in modo coerente. E qual è la differenza tra Verità (non quella scientifica evidentemente) e superstizione?

Davide Soffio


Verità e superstizione/2

La verità è l'adeguarsi dell'intelletto alla realtà e quindi al Mistero, qualora nella realtà si manifestasse. La superstizione è quando, avendo ritenuto di espellere il Mistero dalla realtà, si incominci ad affidarsi (credere) a qualsiasi cosa: la sfiga, la Tecnoscienza, il Giornalista Collettivo, i teologi à la page... Inesorabile destino dell'"homo religiosus".

Franca Negri


Verità e superstizione/3

"La verità è l'adeguarsi dell'intelletto alla realtà e quindi al Mistero, qualora nella realtà si manifestasse.". Bella frase. Che significa ?

Emanuele Gatti, Matera


Verità e superstizione/4

"La verità è l'adeguarsi dell'intelletto alla realtà e quindi al Mistero, qualora nella realtà si manifestasse" significa che il vivere intensamente la realtà, ogni cosa tenendo viva la domanda di senso porta al cuore della realtà stessa, cioè ad una sete di bene che è inestinguibile. Qui si inserisce l'azione del Mistero, cioè quel Bene così ardentemente desiderato e domandato, come un Dio ignoto, ora reso presente, manifestatosi. Ecco perché ciò che è profondamente umano è anche profondamente cristiano: il genio di un poeta, nel suo esprimere l'uomo, è sempre preceduto dalla passione di un santo.

Giacomo Berchi, Biella


1 commento:

Samuele Baracani ha detto...

Wow non c'è altro da dire se non un esempio...