
Oggi la prof. di italiano, alla fine dell'ora, ha detto che Dante è comunque un genio, che ha avuto un intuizione geniale, "un'idea universale" che nessuno ha mai superato e che giustifica certa sua superbia (ma non dimentichiamo il "Miserere!"); Petrarca invece, va bene che ha codificato una lingua, uno stile, una lirica però ha sempre parlato di sé e solo di sé, e non è per nulla paragonabile all' "idea universale" di Dante.
Ohibò, ha proprio ragione. Anche i miei compagni, certi pur non condividendo il "messaggio" della Divina Commedia, tutti d'accordo sulla genialità e sulla bellezza dell'opera dantesca.
Ecco un bel problema di ragione. Anziché fermarsi al "che bello", perché non chiedersi cosa ha permesso a questa bellezza di fiorire? Il genio è tutto di Dante, ma l'humus, dove il seme ha trovato di che nutrirsi, è tutto del Medioevo cristiano. Invece, l'idea che si ha del Medioevo è tutta dovuta all'odioso Agostino del "Secretum" petrarchesco; la Summa di quel periodo è però Dante stesso e la sua opera. Petrarca ha fatto autoanalisi, Dante ha messo in terzine il desiderio dell'uomo; sarebbe interessante sapere cosa ha più interesse per la nostra umanità, se ciò che siamo in grado di registrare di noi stessi, o ciò che desideriamo.
Fatto sta che il problema è tutto di ragione, per cui non si vuole ammettere, non si può ammettere, che la bellezza dantesca è figlia legittima del Medioevo cristiano, l'unica epoca di retrogada barbarie che ci abbia lasciato una Sainte Chapelle e una Divina Commedia, e si potrebbe continuare.
Petrarca ha ridotto il dramma dell'io a una cosa da psicologi, il mio Dante invece lo ha scoperto degno di Beatrice, e del pianto della Madonna.
Ohibò, ha proprio ragione. Anche i miei compagni, certi pur non condividendo il "messaggio" della Divina Commedia, tutti d'accordo sulla genialità e sulla bellezza dell'opera dantesca.
Ecco un bel problema di ragione. Anziché fermarsi al "che bello", perché non chiedersi cosa ha permesso a questa bellezza di fiorire? Il genio è tutto di Dante, ma l'humus, dove il seme ha trovato di che nutrirsi, è tutto del Medioevo cristiano. Invece, l'idea che si ha del Medioevo è tutta dovuta all'odioso Agostino del "Secretum" petrarchesco; la Summa di quel periodo è però Dante stesso e la sua opera. Petrarca ha fatto autoanalisi, Dante ha messo in terzine il desiderio dell'uomo; sarebbe interessante sapere cosa ha più interesse per la nostra umanità, se ciò che siamo in grado di registrare di noi stessi, o ciò che desideriamo.
Fatto sta che il problema è tutto di ragione, per cui non si vuole ammettere, non si può ammettere, che la bellezza dantesca è figlia legittima del Medioevo cristiano, l'unica epoca di retrogada barbarie che ci abbia lasciato una Sainte Chapelle e una Divina Commedia, e si potrebbe continuare.
Petrarca ha ridotto il dramma dell'io a una cosa da psicologi, il mio Dante invece lo ha scoperto degno di Beatrice, e del pianto della Madonna.
4 commenti:
Ridurre a una cosa da psicologi?
quello con la psicologia non ha nulla a che fare^_^
la psicologia da solo non te la fai, l'auto-analisi non ha nulla a che fare.
Non a caso il momento dell'analisi viene condotto in due(se non lo sai anche gli psicologi tirocinanti devono condurre appunto una auto-analisi, che per l'appunto si fa parlando e discorrendo con un altro psicologo più esperot), e poi perchè pensare che parlare di psicologia sia una riduzione?
Quelle di Petrarca sono solo inutili rimuginamenti, e come ho imparato dalla vita, dicendosi le cose da soli o ci si da solo ragione perchè non si ha nessuno che ci contesta, o si sprofonda nella depressione.
Lo so, avrei dovuto aggiungere "nulla contro quella categoria, ci mancherebbe", come infatti è vero, sto solo notando la smisurata differenza fra i due, riconosciuta da tutti, come ho detto, dando però un giudizio un po' più netto. Non volevo offendere nessuno, ovviamente.
p.s. viva Dante
Ho capito che vuoi dire ; )
Comunque fra i due Petrarca è quello che ha vissuto veramente peggio, non riesco a capirlo.
Grazie!!! Sei un grande perché mi aiuti a tenero lo sguardo più profondamente ed ampiamente aperto dentro quello che devo fare qui nel mio lavoro!!!
Silvia
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