martedì 5 ottobre 2010

"Se un uomo non deve battersi per questo, per cos'altro dovrebbe battersi?"



"Desideravo solamente dire, Vostra eccellenza", proseguì Mac Jan, rimettendo la borsa nella tasca dei pantaloni, "che la rottura della vetrina, lo confesso, é stato un gesto inutile e sconsiderato. Potrebbe essere scusato, tuttavia, per il fatto di essere stato un semplice preliminare di quello che accadrà... diciamo una sorta di prefazione. Dovunque e in qualunque momento io incontrerò quell'uomo", e indicò l'editore dell'Ateo, "non appena sarò uscito da questa porta, tra dieci minuti da adesso, o tra vent'anni, adesso o in qualunque altro paese anche lontanissimo, dovunque e in qualsiasi momento incontrerò mai quell'uomo, io mi batterò con lui. E non tema, vostro onore. Non mi getterò su di lui con prepotenza, né lo sconfiggerò con bruta superiorità. MI batterò con lui come un gentiluomo, mi batterò con lui come facevano i nostri padri. Potrà anche scegliere le armi e le condizioni: spada o pistola, a cavallo o a piedi. Ma se si rifiuterà di battersi, scriverò della sua codardia sui muri di tutto il mondo. Sono certo che se avesse detto di mia madre quello che ha detto della Madre di Dio, non ci sarebbe nessuna associazione di uomini leali in Europa che mi avrebbe negato il diritto di sfidarlo a duello.  Se l'avesse invece detto di mia moglie, lei stesso, da inglese, mi avrebbe permesso di bastonarlo come un cane nella piazza del mercato. Vostro onore, non ho più una madre e non ho ancora una moglie. Ho solamente quello che un povero ha di uguale a un ricco, quello che ha il solitario alla stessa maniera di chi ha molti amici. A me questo strano mondo é familiare, perché nel suo cuore c'è una casa; questo mondo crudele mi é dolce, perché nell'alto dei cieli c'è qualcosa di più umano dell'umanità. Se un uomo non deve battersi per questo, per cos'altro dovrebbe mai battersi? Io mi batterei per il mio migliore amico, ma se perdessi il mio amico, io sarei ancora là. Io mi batterei per il mio paese, ma se perdessi il mio paese, io continuerei ad esistere. Ma se i sogni del diavolo fossero veri, io non ci sarei più... scoppierei come una bolla di sapone e svanirei. Non potrei vivere in quell'universo così stupido. Quindi, capisce che devo battermi per la mia stessa esistenza?"


G. K. Chesterton, La sfera e la croce

1 commento:

elena ha detto...

uau (non ho alte parole, "lingua mortal non dice...")