giovedì 20 novembre 2008

Recensione: The Passion of The Christ - La Passione di Cristo




Questo film è un capolavoro assoluto. Un capolavoro sotto tutti gli aspetti: per la storia che racconta, per come la racconta e per la grande umanità che emerge da tutti i personaggi che rendono storica questa pellicola. Il tema è la Passione del Cristo, interpretato da Jim Caviezel. Tutti gli attori si adattano perfettamente ai rispettivi ruoli, da Maria con la sua maternità, Giuda con il suo terribile rimorso, un Pilato reso alla perfezione, fino alla figura di Satana stesso, che compare più volte nel corso delle scene. Scene che si aprono nell'orto del Getsemani, con Gesù in preghiera e in supplica di fronte al Padre. Spettrale e davvero ben definita la figura di Satana, che cerca di convincere il Cristo che la sua è una missione impossibile, "Non ce la farai a salvarle tutte", riferendosi alle anime.



Le scene sono quelle evangeliche, ma la maestria di Gibson inserisce qua e là particolari d'autore che rendono perfetto il quadro complessivo. Resa magistralmente è l'angoscia di Giuda, Giuda che si troverà inseguito da una torma di bambini, diabolico simbolo del suo tormento, osservato da Satana. Fino a che non s'impiccherà. Ci sono Caifa e i farisei del Tempio, e c'é poi Pilato, il governatore romano tormentato dalla verità, "Quid est veritas?". Il realismo crudo delle scene è stato ampiamente criticato dall'opinione pubblica, semplicemente perché, a mio avviso, non si tratta di uno splatter di bassa qualità, e come tale senza pretese, bensì addirittura di una rappresentazione della vita del Cristo dove la violenza, il dolore e il sacrificio hanno la pretesa di avere un senso. Pretesa che, secondo i "savi" della modernità, non dovrebbe avere.




La scena della flagellazione, così come la Via Crucis sono rese in un realismo da togliere il fiato, ancor più se si pone caso allo sguardo del Cristo, quando incrocia quello dei suoi persecutori, di Satana, di sua madre Maria. La maternità della Madonna emerge in maniera delicata e suggestiva, la storia di una madre che ha Dio per figlio, che ha avuto Dio sotto gli occhi tutta la vita, una madre che ora vede il Figlio stesso oltraggiato, sputato, flagellato ed infine inchiodato ad un legno. Una madre preda dello sconforto, che segue il Cristo fra la folla lungo la Via Crucis, dall'altra parte del Diavolo. Indimenticabile la scena della prima caduta, quando Maria non osa avvicinarsi al Divin Figlio fin quando non le torna alla mente come, anni prima, correva teneramente, come una madre, a soccorrerlo nelle sue cadute di bambino. E allora va, con Giovanni, dal Figlio che, il volto insanguinato le dice "Vedi... io faccio nuove tutte le cose".




L'umanità. L'umanità di tutti i personaggi è la grande protagonista di questo film sublime. Non certo una pellicola per soli credenti. Così come non si può non visitare la sublime bellezza delle cattedrali d'Europa e non solo, allo stesso modo questo film va visto. Perché la Passione di Cristo è un qualcosa, un fatto con cui tutti prima o poi devono fare i conti. Se non altro per la pretesa di quest'uomo di morire per liberare tutti gli uomini, la pretesa di essere Lui. In questo Mel Gibson ha reso un grande servizio a tutti. Un film che ha fatto scandalo perchè esplicitamente cristiano, perché ha, come si diceva, la pretesa di mostrare sangue per un senso. La scelta, poi, di mantenere le lingue originali, vale a dire l'aramaico antico e il latino, ha un qualcosa di geniale, che non limita certo la buona visione, ma la contestualizza e la rende più vivida e forte.
Un film da brividi, quei brividi sottili e dolci che accompagnano sempre la calda certezza di una storia vera, che accade. Ora. Certo è che questo film eccezionale registra nella sua produzione l'accadere di una fatto straordinario: l'interprete di Barabba, il malfattore liberato da Pilato in cambio del Cristo, si è convertito per lo sguardo che gli è stato rivolto dal Cristo-Caviezel nella ripresa delle scene.
L'attore stesso, dunque, Pedro Sarubbi, ha scoperto la bellezza di Cristo sul set di Gibson, per uno sguardo fugace che lo ha catturato, là, sulle scale del Pretorio. Come duemila anni fa.
















1 commento:

Stephanie ha detto...

Film molto bello, crudo, con molto sangue, ma bello, perchè in ogni caso non penso ch la realtà fosse molto differente, e se lo era, di certo non lo era in meglio...
Regia magistrale e appassionata: gli sguardi, di Maria quando tiene il Figlio "morto", di Barabba quando Lo guarda, del Diavolo e di Maria mentre Gesù porta la croce, e ne potrei dire tanti altri... Musica perfetta, che aiuta lo spettatore a entrare nella scena, come quando Maria e il Diavolo si guardano: non solo c'è uno scambio di sguardi già di per sè coinvolgente, ma c'è uno scambio fra flauti molto studiato. Ma bisognerebbe fermare il film ogni 10 secondi per poter dire tutto, quindi è meglio guardarlo tutto d'un fiato, e poi dormirci su...
A parte tutto, è veramente bello...
Ciau!!!