sabato 15 novembre 2008

Se lo Stato si deve anche occupare dei "pesi"...

Oggi in classe si è resa evidente una verità sconcertante. Per quasi tutti i miei compagni, una persona in coma vegetativo non ha valore né più né meno di una pianta ("Allora non puoi neanche tagliare gli alberi, eh!"), come se quel soggetto non fosse un io, non fosse una storia, anche tragica, non fosse una famiglia, una persona , uno sguardo, un cuore che batte, una vita. No, semplicemente un albero. Seconda verità sconcertante, sostenuta strenuamente da una compagna a cui tengo molto: perché bisogna tenere in vita gente che in realtà non vive e che è solo un peso ed un costo per lo Stato, la struttura pubblica, la famiglia, mentre si potrebbe lasciarla morire e usare gli organi per un altro malato? Ergo, perché non uccidere una persona per salvarne un'altra? Ma la cosa più sconcertante è proprio questa: un peso per lo Stato, un costo. Incredibile. Ma quale ragione così ridotta, quale società così lacerata può concepire il malato come un peso? Solo i branchi di animali fanno così, lasciano indietro chi è "peso" alla vita di gruppo. Un peso, un costo. Ed è tutta gente che alza la mano quando c'é da fare del volontariato. Ma che senso ha? Vi rendete conto? Allora a pensarci bene tutti gli anziani pensionati sono un "peso", un'inutile "costo", basta andare ad una domus per rendersene conto.
La terza verità sconcertante è emersa dalla risposta a quest'esempio: se vedi un uomo che si vuole suicidare tu vai lì tutto di corsa e lo blocchi. Non esistono ragioni, anche le più incredibili, tanto che tu di getto di butti e lo fermi. Invece mi è stato risposto: ma va, certo, lo fermo, ma se ha le sue ragioni... perché no? Lo lascio fare.
Ma allora ragazzi che senso ha il volontariato? Che senso ha aiutare alle Special Olympics? Che senso ha parlare di Pistorius? Che senso hanno le Paraolimpiadi? E' proprio vero che manca la carità, l'amore in sovrabbondanza che deborda verso tutti, amore al prossimo. C'è solo l'"assistenzialismo".



Stephen William Hawking (Oxford, 8 gennaio 1942) è un fisico britannico, fra i più importanti e conosciuti del mondo.

Pur essendo condannato all'immobilità dalla sclerosi laterale amiotrofica, occupa oggi la cattedra lucasiana[1] di matematica all'Università di Cambridge (la stessa che fu di Isaac Newton) ed è membro della Royal Society e del Mensa. Noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, è oggi uno fra i cosmologi più autorevoli.


Ecco l'esempio di una "non-vita". Seguiranno altri.



(Questa è la parte finale dell'intervista pubblicata da ilsussidiario.net a Mario Melazzini, presidente dell'Associzione Italiana Malati di Sclerosi Amiotrofica sul caso Eluana)

...

Cosa accadrà ora? Molti pensano che sia un semplice automatismo: si stacca una spina e tutto finisce. Ma cosa accadrà realmente ad Eluana, se si dovesse dare esecuzione alla sentenza?

L’idea che il tutto possa risolversi con una sorta di automatismo è figlia di una concezione, gravissima, secondo cui in realtà Eluana non è più una persona viva. Basta staccare una spina, il sondino, e punto e a capo. Non sarà così: morirà di fame e di sete, cioè con una delle morti più atroci che ci possono essere. Questo è doloroso ma deve essere detto, visto che molti pensano e affermano che quella di Eluana non è vita. Io posso affermare, come medico, che sarà una morte atroce, e dovrà essere “controllata”, come accaduto nel caso di Terry Schiavo. Alcuni fautori di questa sentenza e presunti uomini di scienza sostengono che il danno subito da Eluana a livello corticale, cioè della corteccia cerebrale, coinvolgerebbe anche le strutture deputate al controllo della sete e di alcune sensazioni, come il dolore. Ma se fosse così non ci sarebbe ragione di trattare con analgesici maggiori le ultime ore della vita, come accaduto con la povera Terry Schiavo. A Terry furono date forti dosi di morfina. È come mettersi a posto la coscienza, nel caso in cui quella teoria fosse erronea. Significa che presumiamo che lei proverà grande dolore.

La sua malattia costringe anche lei, come Eluana, alla nutrizione attraverso il sondino: che effetto le fa sentire che questa condizione possa essere considerata in contrasto con la dignità della vita?

Mi sento profondamente offeso come malato, e non solo per me, ma anche per i tanti malati che si trovano in condizioni simili a quelle di Eluana, con alimentazione e idratazione artificiale. Tutte queste persone hanno la loro vita; e la vita ha un valore intorno al quale non possono essere prese decisioni, come se la dignità fosse legata al concetto di qualità. Io ne sono estremamente convinto: la dignità di ogni vita ha un carattere intrinseco, ontologico. Mi è rimasta impressa un’intervista fatta alle persone che accudiscono Eluana. Dicevano: «oggi Eluana è molto bella». Perché nessuno parla del fatto che ci sono persone che si occupano di lei, che la vestono, la cambiano, le fanno fare fisioterapia. Per una persona morta sarebbe tempo sprecato Ma Eluana è viva. Purtroppo si pesa spesso che casi come questo, che danno molto disagio, sia molto meglio risolverli. E la cosa più grave è che tutto questo ci distrae da tutti gli altri soggetti che sono a carico delle famiglie, le quali hanno bisogno di strumenti e di sostegno economico per portare avanti queste situazione. Sono costretti a lottare per essere liberi di vivere. È un paradosso: è più tutelata la decisione di interrompere una vita che non la scelta di chi vuole continuare ad esercitare un diritto sacrosanto, come la vita stessa. E così la scelta della vita diventa una battaglia quotidiana.



7 commenti:

Anonimo ha detto...

Io non ho offeso nessuno (e se l'ho fatto non era mia intenzione). Il fatto è che sembra che io abbia paragonato la vita ad una pianta, mantre ho solo detto che una PERSONA in coma, è viva, ma è cosciente come può esserlo un albero, il che è diverso da quello che hai scritto. Non ho detto che una vita vale come quella di un albero. Poi riguardo a Manuel, non te ne sarai fregato, ma certamente non hai partecipato ad una sola messa. Tutti ce l'hanno fatta almeno una volta. Io avrei rinunciato a qualsiasi impegno pur di essere presente ad una messa, anche solo una. Comunque non volevo insultare nessuno, men che meno la tua devozione.

Ser Jacques ha detto...

Il risultato di quello che riporti qua sopra è esattamente quello che mi avete detto e che ho scritto: tanto vale far morire persone così. Punto. Non c'è bisogno di inalberarsi e di fare gli scandalizzati e creare problemi dove non ci sono. Su Manuel, ripeto, non ti permettere di nuovo di tirarlo in ballo così un'altra volta, perchè poi è facile chiedere scusa "non volevo insultare nessuno" ecc. Tra l'altro in questo momento non centra niente. E se davvero non volevi insultare nessuno, allora avresti fatto meglio a rileggere prima di pubblicare quello che hai scritto prima.


P.S. Ora smettetela di fare gli indignati, per favore.

Stephanie ha detto...

Era da un po' di giorni che non venivo sul computer, e adesso vedo tutti questi commenti pieni di rabbia...
Jack, credo che tu abbia un po' esagerato, che tu abbia portato troppo in là ciò che hanno detto i nostri compagni: la Sara non ha detto che i disabili dovrebbero essere uccisi perchè sono un peso per lo Stato e perchè i loro organi sarebbero più utili a qualcun'altro; la Sara ha detto che se lei (e presumo che lei pensi anche che tutti dovrebbero pensarla così), se lei fosse in coma vegetativo da tanti anni, coma irreversibile, preferirebbe morire, perchè secondo lei questa non sarebbe vita.
Nonostante questo, io non sono d'accordo con te, Sara, e (senza insulti o chissà cos'altro) penso che dovresti mettere più sul pratico tutti gli insegnamenti che la nostra religione ci ha dato: certo, tu lo fai già molto, e io lo so, ma sinceramente non riesco a capire come una persona che VIVE, seppur senza vedere, essere cosciente e quant'altre cose, ma che comunque VIVE, possa esser fatta morire di fame e di sete. E poi, dire che un disabile è un peso per lo Stato, anche se ti dispiace dirlo, mi sembra...non lo so, credo che si dica "cinico".
Ma queste sono "opinioni" (se si possono avere opinioni per questo genere di cose)...
Ma per favore, non arrabbiamoci, non andiamo a rivangare nel passato!
Jack, Sara, Decio, Edo, siamo amici!!!
Anche io e la Sara, spesso, non siamo d'accordo su diversi argomenti, ma non per questo ci arrabbiamo!!!...anche perchè altrimenti dovremmo tutti vivere da eremiti.
L'uomo vive in una società per confrontarsi e accrescersi: quindi litigate quanto volete, usate anche parole forti per farvi capire, ma poi basta!!!
A proposito... Se non sapete come fare pace, fate una piccola colletta e compratemi dei Lindor, che ho bisogno di dolcezza!!!
Ciau!!!

Ser Jacques ha detto...

Brava Stephanie, e grazie. Sarà finalmente finita questa vicenda? Io comunque non ho alterato le posizioni di nessuno, tanto è che mi sono state riconfermate. Non ho detto che per Sara dovremmo uccidere tutti per non meglio precisati scopi di estrazione organi, ho solo focalizzato il concetto di "peso" per lo Stato.
Per il resto non so cosa dire, se vi da così tanto fastidio il vostro stesso pensiero messo per iscritto fate voi. E' quello che ho sempre detto anche io, si discute anche animatamente ma non ci si attacca pesantemente e con insulti. Almeno non qui, e non con me. Poi io ho scritto un altro post, qua sopra, dove parlo semplicemente di un fatto chiaro e scientifico. Che è il centro della questione. Invece che arroccarsi sulle proprie posizioni, ho ritenuto più utile alla nostra umanità riportare davanti un semplice fatto, da cui partire. Grazie ancora Stephanie.

Anonimo ha detto...

Grazie Stephanie, era quello che avevo pensato ieri sera quando ho letto questi commenti, ma ero troppo stanca e di corsa per scrivere, allora ho rimandato a stasera. Ma vedo con piacere che mi hai anticipato.
Volevo solo dire che, anche grazie alle discussioni con i compagni di corso, mi sono accorta che lo scontro ideologico non serve se non a procurare arrabbiature. E' interessante chiedersi cosa dice a me questa vicenda, il dramma di un padre disperato di fronte alla sofferenza della figlia, il suo grido su che senso abbia la vita. San Tommaso d'Aquino, citato dal grande Melazzini, diceva: "La vita consiste nell'affetto che principalmente la sostiene nel quale trova la sua più grande soddisfazione". Io ho visto nella mia vita che la cosa che mi sostiene, al di là delle condizioni in cui mi trovo, è la certezza di esserci e di essere amata. Ed è un dato di fatto (e grazie Giacomo che ci richiami ai fatti) che Eluana c'è ed è amata.

Anonimo ha detto...

siccome Ste mi ha detto che c'erano 12 commenti su questo post sono venuta a leggerli. allora dico, spero per l'ultima volta , che io NON sono arrabbiata!!!!! solo che vedere scritto quello mi ha lasciato un po' così, ma non perchè non era giusto quello che ho detto, ma perchè non pensavo che fosse tutto questo casino! sinceramente non so cosa c'entri il discorso su Manuel e non so come Edo l'abbia tirato fuori, ma secondo me non c'entra e soprattutto non è bello insultare.
A Ste: io non penso di dichiararmi una vera cristiana che segue gli insegnamenti della sua religione. se ti rifrisci al volontariato, non mi è mai passata una sola volta per la testa la religione, può darsi che si asbagliato però è così. di sicuro io e te sulla religione non la pensiamo uguale!
Si, forse è vero che cerco di "imporre" le mie idee anche agli altri, ma sapete come sono quindi lasciate perdere e soprattutto non mi sembra di aver influenzato nessuno!
e per il "peso dello stato" suonerà anche cinico, sgradevole, orribile o tutto quello che volete, ma se questa ragazza l'hanno trasferita da più ospedali, vuol dire quello che vuol dire!

ora siamo a posto?? niente più insulti o cose varie???
a domani!!!!

Ser Jacques ha detto...

Ragazzi! Ancora un commento su questo post e lo cancello! Scherzi a parte è per dire che ormai la questione è chiara e bisogna tornare ai fatti puri e semplici. Penso che il punto fondamentale sia stato individuato nel post successivo (e che, nessuno commenta?) ovvero sul significato della morte per disidratazione. Ovviamente il discorso su Manuel non centra niente, ed è stato tirato in ballo in una maniera provocatoria ed inutile che spero non si ripeta. Detto questo finiamo questa polemica che avete alzato accusandomi di accusare tutti voi, e che ha assunto toni, per alcuni, di attacco personale e davvero scadente. La discussione deve procedere, come ricordano giustamente (e grazie mille) Stephanie ed Elena, ma ciò che è a discapito di tutti, i fatti in primis, è la polemica personale che porta ad arroccamenti e ad una chiusura totale. Ergo, siccome il tema è stringente, ripartiamo dai fatti come è stato fatto nel post successivo. Senza accusare nessuno di storpiature varie, poiché ripeto, ciò che ho scritto è ciò che avete detto. Indi per cui prego, ma per favore finiamola qui al livello di accuse e varie. C'è la realtà che è più interessante. Per tutti.