Scusate i toni, non mi sto credendo chissà chi, non è un "appello", questo è un umile blog e io sono un semplice cittadino, sono una persona. E in quanto persona e cittadino parlo, e dico che non voglio fare parte di un paese che uccide i disabili.
Tornando ai signorotti di prima, spolverate un po' i vostri slogan, e vabbé che ora Bush non c'è più (o quasi), ma guardatevi un po': lottate per la morte. Lottate contro la sofferenza uccidendo chi soffre. Parlate tanto di amore e poi negate il pane e l'acqua per vivere. Mi fate schifo. Gente tanto snob, che va in piazza a urlare "Ci tolgono il futuro!", intanto in tasca portano un fottuto iPhone da cinquecento euro e la sera hanno le gambe sotto un tavolo.

Eluana Englaro soffrirà per quindici giorni se non di più, avrà spasmi, diranno che non soffrirà, mentre le inietteranno sedativi per non vederla sobbalzare, per non vederla seccare ed appassire da dentro. Come Terri Schiavo. E allora è inutile che ci fate una testa così con l'antifascismo, con i Valori della Resistenza, con l'indignarsi di fronte ad Auschwitz, se poi lasciate che una vita si spenga senza niente da mangiare. Come un lager qualsiasi, solo lindo e pulito.
Si, ho detto vita, anzi Vita, perché la vita è tale sempre e comunque, bestie senza carità. Il Testamento Biologico, per cui tanto vi battete, sarebbe questo: ognuno lascia scritto cosa si dovrà fare di lui in casi di disabilità gravissima. Ma fatemi il piacere, non fate gli eroi. Cosa ne sapete voi di come vi comportereste di fronte alla morte? Il secondo prima di morire, se magari vi renderete conto che la vita è bella anche quando è brutta. Non potete aggiungere un secondo alla vostra vita e volete addirittura dire con fermezza come starete impassibili davanti alla morte.
Qui non si tratta di laicità, religiosità, quant'altro, si tratta di realtà e ragione: è un diritto poter lasciar morire una persona di fame e di sete? "Eluana ha sempre detto che lei amava la vita come libertà di vivere, non come condanna a vivere", dice suo padre. Intendiamoci: ho il massimo rispetto per il dolore di Beppe Englaro, ma se fosse in mio potere farei di tutto per impedire la sua battaglia. Rispetto la sua sofferenza, ma divergo totalmente dal suo concetto di amore. "A Eluana direi che ce l'abbiamo fatta". Ce l'hai fatta a fare cosa? Come puoi dire a tua figlia che ce l'hai fatta finalmente a farla morire di sete? Società, società malata che generi individui nichilisti, che amano il nulla, società oscena che accetti tutto ma non la vita. Leggete i giornali, guardate la televisione. Nulla, solamente il nulla.
Non restate indifferenti, non fate gli snob. Informatevi.
“Se c'è chi la considera morta lasci che Eluana rimanga con noi che la sentiamo viva. Non chiediamo nulla in cambio, se non il silenzio e la libertà di amare e donarci a chi è debole, piccolo e povero”. Questo dicono le suore che accudiscono Eluana. Che amano Eluana. Vi parleranno di accanimento terapeutico, di eccesso di cure, e voi rispondete che dare da mangiare a chi non può farlo da sé non è una cura, ma un bene di prima necessità. Dite che Eluana non ha bisogno di farmaci, che respira e ha un battito cardiaco regolare, ha ripreso anche il ciclo mestruale, che, anzi, i farmaci cominceranno a darglieli quando non le daranno più da mangiare e da bere. Venti giorni. Forse di più, essendo ben accudita e giovane.
A questo punto che vi dico? Continuerò a pubblicare articoli presi da giornali e siti riguardo a questa vita che vogliono spegnere. Ma dite qualcosa anche voi, non fate gli indecisi. Il giudizio sembra semplice, "Ma si, basta sofferenza...". Poi la realtà vi sbatte in faccia la prima condanna a morte della Repubblica Italiana.
Ho usato toni forti, forse eccessivi, non chiedo scusa, però. Sarà che ho appeno letto l'intervista del Foglio a Oriana Fallaci sul caso Terri Schiavo, l'Eluana americana di quattro anni fa, e allora la verve mi viene così.
A Medjugorje, la Madonna è apparsa di nuovo il venticinque del mese scorso, e ha parlato del "piano di Satana per questo mondo". Ecco tutto. Si, ho detto Satana, e fuggite pure questo blog oscurantista, se siete snob, moderni e per i Diritti Umani. Oppure fermatevi, guardate i fatti. Ma non fate gli indifferenti, per favore.

"La strada per l'Inferno è lastricata di buone intenzioni", diceva il buon vecchio Lewis. Già, siamo proprio a questo punto: si difende la morte chiamando in causa l'"amore"; si chiama "dolce" il nulla assoluto. Complimenti.
Tornando ai signorotti di prima, spolverate un po' i vostri slogan, e vabbé che ora Bush non c'è più (o quasi), ma guardatevi un po': lottate per la morte. Lottate contro la sofferenza uccidendo chi soffre. Parlate tanto di amore e poi negate il pane e l'acqua per vivere. Mi fate schifo. Gente tanto snob, che va in piazza a urlare "Ci tolgono il futuro!", intanto in tasca portano un fottuto iPhone da cinquecento euro e la sera hanno le gambe sotto un tavolo.

Eluana Englaro soffrirà per quindici giorni se non di più, avrà spasmi, diranno che non soffrirà, mentre le inietteranno sedativi per non vederla sobbalzare, per non vederla seccare ed appassire da dentro. Come Terri Schiavo. E allora è inutile che ci fate una testa così con l'antifascismo, con i Valori della Resistenza, con l'indignarsi di fronte ad Auschwitz, se poi lasciate che una vita si spenga senza niente da mangiare. Come un lager qualsiasi, solo lindo e pulito.
Si, ho detto vita, anzi Vita, perché la vita è tale sempre e comunque, bestie senza carità. Il Testamento Biologico, per cui tanto vi battete, sarebbe questo: ognuno lascia scritto cosa si dovrà fare di lui in casi di disabilità gravissima. Ma fatemi il piacere, non fate gli eroi. Cosa ne sapete voi di come vi comportereste di fronte alla morte? Il secondo prima di morire, se magari vi renderete conto che la vita è bella anche quando è brutta. Non potete aggiungere un secondo alla vostra vita e volete addirittura dire con fermezza come starete impassibili davanti alla morte.
Qui non si tratta di laicità, religiosità, quant'altro, si tratta di realtà e ragione: è un diritto poter lasciar morire una persona di fame e di sete? "Eluana ha sempre detto che lei amava la vita come libertà di vivere, non come condanna a vivere", dice suo padre. Intendiamoci: ho il massimo rispetto per il dolore di Beppe Englaro, ma se fosse in mio potere farei di tutto per impedire la sua battaglia. Rispetto la sua sofferenza, ma divergo totalmente dal suo concetto di amore. "A Eluana direi che ce l'abbiamo fatta". Ce l'hai fatta a fare cosa? Come puoi dire a tua figlia che ce l'hai fatta finalmente a farla morire di sete? Società, società malata che generi individui nichilisti, che amano il nulla, società oscena che accetti tutto ma non la vita. Leggete i giornali, guardate la televisione. Nulla, solamente il nulla.
Non restate indifferenti, non fate gli snob. Informatevi.
“Se c'è chi la considera morta lasci che Eluana rimanga con noi che la sentiamo viva. Non chiediamo nulla in cambio, se non il silenzio e la libertà di amare e donarci a chi è debole, piccolo e povero”. Questo dicono le suore che accudiscono Eluana. Che amano Eluana. Vi parleranno di accanimento terapeutico, di eccesso di cure, e voi rispondete che dare da mangiare a chi non può farlo da sé non è una cura, ma un bene di prima necessità. Dite che Eluana non ha bisogno di farmaci, che respira e ha un battito cardiaco regolare, ha ripreso anche il ciclo mestruale, che, anzi, i farmaci cominceranno a darglieli quando non le daranno più da mangiare e da bere. Venti giorni. Forse di più, essendo ben accudita e giovane.
A questo punto che vi dico? Continuerò a pubblicare articoli presi da giornali e siti riguardo a questa vita che vogliono spegnere. Ma dite qualcosa anche voi, non fate gli indecisi. Il giudizio sembra semplice, "Ma si, basta sofferenza...". Poi la realtà vi sbatte in faccia la prima condanna a morte della Repubblica Italiana.
Ho usato toni forti, forse eccessivi, non chiedo scusa, però. Sarà che ho appeno letto l'intervista del Foglio a Oriana Fallaci sul caso Terri Schiavo, l'Eluana americana di quattro anni fa, e allora la verve mi viene così.
A Medjugorje, la Madonna è apparsa di nuovo il venticinque del mese scorso, e ha parlato del "piano di Satana per questo mondo". Ecco tutto. Si, ho detto Satana, e fuggite pure questo blog oscurantista, se siete snob, moderni e per i Diritti Umani. Oppure fermatevi, guardate i fatti. Ma non fate gli indifferenti, per favore.

"La strada per l'Inferno è lastricata di buone intenzioni", diceva il buon vecchio Lewis. Già, siamo proprio a questo punto: si difende la morte chiamando in causa l'"amore"; si chiama "dolce" il nulla assoluto. Complimenti.
1 commento:
Guardiamo i fatti: lei è viva.
Adesso lei morirà.
Per decisione di un uomo.
Questo si chiama amore?
Allora non ho capito niente della vita.
A quanto dicono.
Posta un commento